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ZURIGODa donna a uomo e viceversa

20.02.24 - 21:13
Doppia riassegnazione di genere per Meli, per undici anni André, ora tornata al suo sesso biologico. Una scelta dettata dalla fede ritrovata
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Fonte Tagesanzeiger
Da donna a uomo e viceversa
Doppia riassegnazione di genere per Meli, per undici anni André, ora tornata al suo sesso biologico. Una scelta dettata dalla fede ritrovata

ZURIGO - Meli, capelli biondo scuro lunghi fino alle spalle, quando parla ha un timbro profondo, che non ti aspetti. L'ormai 35enne, specialista in assistenza all'infanzia, attorno ai 20 anni ha deciso di assumere ormoni, farsi rimuovere il seno e vivere come André. Undici anni dopo è tornata al suo sesso biologico e si è sottoposta alla cosiddetta detransizione di genere.

Meli - racconta il TagesAnzeiger - è passata al sesso maschile all'età di 24 anni. Prima della transizione era arrivata a volersi addirittura togliersi la vita non sopportando più di vivere nel suo corpo. Quindi ha cercato aiuto e trovato la strada che l'ha portata a diventare André. Una nuova identità, questa, che inizialmente ha amato. Ma poi sono arrivate le delusioni d'amore, ha riscoperto la fede e ha stravolto di nuovo la sua vita. E il suo genere.

Un'infanzia piena di ostacoli - La prima cosa che Meli tiene a precisare è che il suo percorso è stato giusto per lei, non deve esserlo per tutti. «Non voglio provocare. È sempre un argomento delicato che può ferire».

Il suo racconto parte dall'inizio e dalla sua fede. Afferma di non avere mai dubitato dell'esistenza di Dio. Ma proprio questa fede è passata in secondo piano a causa di un'infanzia difficile. Suo padre, spiega, ha lasciato la famiglia quando lei aveva sette anni, interessandosi sempre più al fratellastro e trascurandola. «Non mi sono mai sentita amata da lui», racconta. Da allora il rapporto con la madre è stato «estenuante». «Ho sofferto molto. Pensavo: se Dio esiste, allora deve odiarmi molto».

La sensazione di essere nata nel corpo sbagliato ha iniziato a tormentarla già dall'età di tre o quattro anni. La situazione è peggiorata quando le è cresciuto il seno. «Dio non poteva darmi un seno piccolo. No, dovevano essere enormi!», sottolinea.

Ha scoperto presto di essere più attratta dalle donne che dagli uomini. Ha trascorso diversi anni in una relazione con una donna che «amava davvero». Ma non riusciva a starle accanto, «almeno non in pubblico». «Questo mi ha buttato giù. Ho iniziato a pensare se non sarei stata migliore in un corpo maschile». All'insicurezza sul suo corpo si sono aggiunti i problemi con l'apprendistato.

Poco prima di decidere per il cambio di sesso, si sentiva così male che «o così o mi sarei uccisa», aggiunge. Era necessario un cambiamento. «Potrei pentirmene oggi solo se all'epoca avessi saputo che sarebbe stata una decisione sbagliata. Ma non lo sapevo», spiega.

Per chi come Meli perde la voglia di vivere l'attesa non è un'opzione. I medici e gli psicologi che prendono a carico situazioni come la sua si trovano quindi di fronte a una grande sfida: decidere se prescrivere un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso ed eventualmente quando. A quanto pare, hanno diagnosticato a Meli una «disforia di genere», una condizione in cui l'identità di genere percepita non corrisponde al sesso biologico. Un anno dopo Meli assumeva testosterone e poco dopo le è stato rimosso il seno.

Essere André ha funzionato per un po'. «Quello che mi piaceva di più era la libertà. Potevo saltare nella Limmat in topless. Era fantastico! E mi sentivo sexy». Tra le altre cose incontra una nuova donna, che aveva già due figli: «Volevo una famiglia mia. Era tutto perfetto». Anche questa relazione però finisce male, e André inizia a sentirsi di nuovo solo e rifiutato. Il tormento interiore si rifà vivo e cresce negli anni successivi.

Nella comunità queer non trova il confronto che cerca, anzi, si sente giudicato. Trasferitosi a Dietikon, si unisce per un breve periodo a una chiesa libera e ritrova la fede. Si battezza di nuovo, entra in un gruppo di preghiera e si compra una Bibbia. Dei pensieri continuano ad affiorare nella sua mente: «Se credo in Dio non dovrei forse pensare che tutto ciò che fa è buono? E che mi ha fatto nascere femmina per un motivo?», si ripete. «Essere trans mi è sempre sembrato una barriera tra Dio e me».

Durante una conversazione con un amico credente, ad André viene in mente che il rifiuto del padre potrebbe averlo portato a rifiutare se stesso e il suo corpo. Inizia a credere che le persone diventano trans perché hanno ricevuto troppo poco amore dal proprio padre. Sebbene l'omosessualità sia riconosciuta in questi ambienti religiosi, è tipicamente rappresentata come un peccato.

«Questa è la mia decisione» - André "incontra" nuovamente Meli all'età di 34 anni. Smette di prendere gli ormoni e da allora vive di nuovo come una donna. Nonostante 11 anni di testosterone è ancora in grado di avere figli, il suo grande desiderio. Solo l'allattamento al seno non è più possibile. «Ho perso questa opportunità. A volte mi fa male».

Meli prova ancora desiderio per le donne, ma ha deciso di non vivere più questo amore. «Non posso cambiare i miei sentimenti. Ma confido nel fatto che Dio mi presenterà l'uomo giusto».

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