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SVIZZERALa Protezione svizzera degli animali sotto accusa. A rischio le donazioni

08.01.24 - 06:31
Nel mirino presunte irregolarità nella gestione, appropriazione indebita di donazioni e spese eccessive.
Ti-Press
Fonte 20 Minuten
La Protezione svizzera degli animali sotto accusa. A rischio le donazioni
Nel mirino presunte irregolarità nella gestione, appropriazione indebita di donazioni e spese eccessive.

BASILEA - Qualcosa sembra non funzionare nel mondo delle organizzazioni che si dedicano alla protezione degli animali. A far emergere il malcontento sarebbero presunte azioni non troppo limpide messe in essere dalla Protezione svizzera degli animali (PSA). 

Per cercare di fare chiarezza, di recente si è espresso Rolf Frischknecht, presidente dell'organizzazione mantello che riunisce le organizzazioni di protezione degli animali di Berna, spiegando come la situazione «se non si farà chiarezza, rischia di far esplodere un caso in tutte le diverse sezioni svizzere. Una realtà che se non regolarizzata potrebbe incidere negativamente anche sulle donazioni delle persone». 

La Protezione svizzera degli animali da tempo sembrerebbe essere infatti al centro di pesanti accuse tra le quali gestione infedele, transazioni immobiliari discutibili, appropriazione indebita di donazioni, lasciti e spese eccessive. Nel mirino la presidentessa Nicole Ruch le cui dimissioni sono invocate da molti. 

Inoltre, da tutte le 70 sezioni dislocate in Svizzera sempre più spesso arrivano commenti negativi. A ciò si aggiunge anche il fatto che, a dicembre, il mese generalmente che fa registrare il maggior numero di donazioni, la Protezione svizzera degli animali è stata inserita nella lista nera dell’ente di certificazione delle organizzazioni senza scopo di lucro. (ZEWO). 

E così sempre più spesso donatori e sostenitori si mostrano dubbiosi sulla reale efficacia dei gesti di generosità, come spiega, tra le numerosi voci, anche Barbara Fischer dell'Associazione regionale per la protezione degli animali di Basilea.

Da più parti dunque arriva la richiesta di riorganizzazione della Protezione animali, prevedendo nuove figure al vertice, vista la «mancanza di trasparenza e la mancanza di democrazia».  E tra le prime richieste quella di sostituire la presidentessa Ruch.

Questa tempesta si sta intanto abbattendo anche su diverse organizzazioni per la protezione degli animali tanto che ad esempio a Lucerna sono previste perdite finanziarie. Lo stesso a Winterthur e Nidvaldo. 

Infine anche dal fronte della Protezione animali Svizzera arrivano prime dichiarazioni in base alle quali dal 2024 dovrebbe essere introdotta una contabilità annuale più moderna con un processo di bilancio e un sistema di controllo interno completo. Inoltre la tanto criticata gestione del portafoglio immobiliare verrà affidata ad una nuova società. 

Infine appuntamento delicato sarà il 27 gennaio quando ci sarà la riunione dei delegati della Protezione svizzera animali.

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