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LUCERNASegregò e stuprò (più volte) la moglie: condannato

05.05.23 - 00:02
Un 27enne turco dovrà scontare otto anni e mezzo di carcere e sarà poi espulso dalla Svizzera (per dodici anni).
Ti-Press (archivio)
Fonte ats
Segregò e stuprò (più volte) la moglie: condannato
Un 27enne turco dovrà scontare otto anni e mezzo di carcere e sarà poi espulso dalla Svizzera (per dodici anni).
L'imputato riteneva che la donna dovesse essere sessualmente disponibile per lui 24 ore su 24, che lo volesse o meno.

LUCERNA - È stato condannato a 8,5 anni di carcere un 27enne cittadino turco che ha segregato, percosso e stuprato più volte la moglie. Il Tribunale penale di Lucerna ha anche sancito l'espulsione dalla Svizzera per 12 anni nei confronti dell'imputato. La sentenza non è ancora passata in giudicato.

L'imputato, giunto in Svizzera nel 2017 per convolare a nozze con sua cugina, ha costretto la moglie a compiere atti sessuali contro la sua volontà più volte nell'arco di due anni. Oltre a questo, l'ha tenuta sotto stretta sorveglianza, picchiata e segregata in casa. La vittima è infine riuscita a fuggire in una casa per donne vittime di reati.

«Le percosse erano praticamente all'ordine del giorno», ha dichiarato il tribunale nella sentenza pubblicata oggi. «L'imputato aveva approfittato del fatto che la moglie proveniva dalla sua stessa famiglia, tradizionale e religiosa» e che quindi non poteva aspettarsi alcun aiuto da parte dei parenti. Da parte sua, il 27enne turco ha agito egoisticamente per soddisfare le proprie pulsioni sessuali.

L'imputato riteneva che la donna dovesse essere sessualmente disponibile per lui 24 ore su 24, che lo volesse o meno. Durante l'interrogatorio ha anche esclamato: «Siamo sposati. Come è possibile che io la stupri? È mia».

Il tribunale ha utilizzato come prove i messaggi vocali tra la vittima e il marito, nonché le dichiarazioni dei due. L'uomo ha negato le accuse ma si è contraddetto ammettendo di aver percosso la donna una volta, ha spiegato il tribunale.

Nonostante il pubblico ministero abbia richiesto una comminazione di cinque anni di carcere e un periodo di espulsione dalla Svizzera di dieci anni, la corte del Tribunale penale di Lucerna ha inferto all'imputato una pena di 8,5 anni di reclusione e un allontanamento dal territorio elvetico di 12 anni. L'avvocato difensore dell'imputato ha chiesto l'assoluzione da tutte le accuse e ha interposto appello contro la sentenza del tribunale.

«L'imputato rappresenta una grave minaccia per la sicurezza e l'ordine pubblico», si legge nella sentenza. Non c'era alcun motivo per cui non dovesse essere espulso. L'uomo non parla tedesco, la sua famiglia vive in Turchia ed è divorziato dalla moglie, la quale ha dovuto ricominciare una nuova vita nell'ambito di un programma di protezione delle vittime.

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COMMENTI
 

volabas56 1 anno fa su tio
Nell'essere umano ci sono molte componenti, una è il cervello, questo i...a ne è sprovvisto. Per quanto concerne l'avvocato difensore, stendiamo un velo pietoso

bic66 1 anno fa su tio
Trogloditi, lui è la sua famiglia

Italiano 73 1 anno fa su tio
Risposta a bic66
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