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ZURIGO
25.01.22 - 23:360

Cresce la paura della guerra: la Svizzera deve mediare?

Si fa sempre più tesa la situazione tra Ucraina e Russia. L'occidente teme ormai un'invasione

Il mondo sta per affrontare una nuova guerra? Gli esperti valutano

Fonte 20 MInuten/Bettina Zanni/Claudia Blumer
elaborata da Davide Milo
Giornalista

ZURIGO - La situazione, nel conflitto Russia-Ucraina, sta precipitando. L'Occidente teme che il Cremlino stia pianificando un grande attacco ed effettivamente, nelle ultime settimane, il Paese di Putin ha incrementato enormemente le truppe sul confine ucraino, con oltre 100.000 soldati schierati.

A causa della minaccia di invasione, ieri, diversi Stati membri della NATO hanno inviato altri aerei da guerra e navi militari in Lituania, Romania e Bulgaria. Vista la situazione, USA e Regno Unito hanno annunciato il ritiro di parte del personale dall'ambasciata in Ucraina.

«Le tensioni sono esacerbate dagli annunci e dalle misure di Stati Uniti e Nato», ha avvertito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Gli Usa stanno poi valutando il dislocamento di truppe nel Baltico (si parla di 5000 soldati, aumentabili se necessario) e il presidente Joe Biden ha chiamato i leader europei per un giro di consultazioni. Il tutto mentre a Bruxelles i 27 ministri degli Esteri Ue stanno cercano il "coordinamento" sulla linea da tenere con Mosca, al di là della promessa di "unità" e della fermezza in caso d'invasione.

Basta un malinteso - Gli esperti, insomma, credono che un conflitto sia possibile. «Lo scoppio di una guerra in Ucraina è più probabile che in qualsiasi altro momento degli ultimi 20 anni», ammette Benno Zogg, esperto di sicurezza all'ETH di Zurigo. Le truppe russe e le forze della NATO nella regione stanno favorendo questo rischio.

«A causa dell'alto livello di attività militare, basterebbero un incidente o un malinteso per condurre a un'escalation». Questo sarebbe il caso, ad esempio, se due aerei da combattimento entrassero in collisione o se si scontrassero delle navi da guerra.

Jeronim Perović valuta la situazione in modo simile. «Stiamo assistendo a una spirale molto pericolosa», ammette il professore di storia dell'Europa orientale e capo del Center for Eastern European Studies (CEES) dell'Università di Zurigo. La Russia chiede garanzie scritte alla NATO riguardo lo stop della sua espansione verso est. Ma non lo otterrà. «L'Ucraina si sta armando e riceve aiuti da Usa e Regno Unito».

«La Svizzera deve mediare più attivamente» - La crisi sta occupando anche la politica svizzera. «È una situazione minacciosa», afferma Franz Grüter (UDC), presidente della commissione per gli affari esteri del Consiglio nazionale. «Sia lunedì che martedì prossimo abbiamo un incontro per trattare l'argomento», spiega.

Venerdì, il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha incontrato a Ginevra il segretario di Stato americano Antony Blinken e il ministro degli Esteri russo Sergei e ha offerto la mediazione svizzera, qualora questa fosse ritenuta utile.

Franz Grüter, però, chiede di più alla Confederazione: «La Svizzera deve svolgere un ruolo ancora più attivo e, se la situazione lo consentisse, deve organizzare un altro incontro con Putin e Biden. Proprio come è successo l'estate scorsa». In caso di successo, potremmo in sostanza dare un contributo importante per evitare un conflitto che sembra imminente.

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