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SVIZZERA
30.11.21 - 19:050
Aggiornamento : 19:42

Gli scettici vogliono creare una «società parallela»

Sfiducia nei media, rabbia verso le autorità. E ora la delusione alle urne. Gli ideologi no Vax progettano la secessione

Fonte 20 Minuten/Pascal Michel
elaborata da Davide Illarietti
Giornalista

BERNA - Il "sì" alla legge Covid non è andato giù agli scettici che - poche decine - hanno manifestato domenica pomeriggio davanti a Palazzo federale. La delusione alle urne rischia di spingere una parte degli oppositori ad abbandonare il dibattito democratico, secondo gli osservatori. O a rifugiarsi in una «società parallela» già invocata da alcuni portavoce del movimento No Vax.

Josef Ender e Michael Bubendorf, rispettivamente presidente della "Aktionsbündnis Urkantone" ("Alleanza dei cantoni primiviti") e della associazione "Amici della costituzione", dalla primavera dell'anno scorso accusano Berna di avere instaurato una «dittatura dell'igiene» in Svizzera. 

Di recente Ender e Bubendorf hanno lanciato un appello dal canale Youtube dell'influencer Covid-scettico turgoviese Daniel Stricker. «La normalità è finita» ha tuonato Bubendorf. «E non tornerà presto». 

Il caso del ristorante Walliserkanne di Zermatt per gli ideologi dello scetticismo è uno spartiacque. L'arresto dei proprietari dell'osteria, che si erano rifiutati di applicare le regole di protezione, ha mostrato «il vero volto dello Stato» secondo Bubendorf. «La Confederazione usa la forza nuda e bruta contro coloro che gli si oppongono. Questo è chiaro a tutti ora».

Secondo il Bubendorf-pensiero il Covid ha portato all'inizio di una «nuova era» ed è giunto il momento di creare «una società parallela». I due ideologi non sono entrati nei dettagli del progetto, che sembra ancora in fase embrionale. Bubendorf ha lanciato la proposta di creare un fondo comune di assicurazione sanitaria per gli scettici. Stricker ha ipotizzato un'emigrazione di massa verso luoghi "sicuri" come il Texas o lo stato americano del Montana, dove «gli abitanti preferirebbero una guerra civile al fascismo igienico». 

Se le restrizioni anti-Covid dovessero rimanere in vigore «per altri 20-30 anni» secondo Stricker sarebbe possibile una sollevazione popolare anche in Svizzera. 

Fantascienza Covid-scettica, deliri distopici figli della confusione pandemica. Ma simili dichiarazioni sono la prova di una preoccupante frattura sociale secondo gli esperti. Il sociologo Marko Kovic non è sorpreso nel movimento no Vax prendano piede tentazioni di secessione. «È la degenerazione di fantasie ultra-libertarie già esistenti nella nostra società». 

Secondo Kovic è preoccupante che un gruppo di persone voglia staccarsi dalla società democratica, per prepararsi alla guerra civile. «Si tratta comunque di discorsi vaghi e non c'è da aspettarsi che questi progetti si attuino presto» conclude Kovic. 

Secondo il sociologo è più probabile che gruppi come gli "Amici della Costituzione" o la "Alleanza dei cantoni primitivi" restino politicamente attivi nei prossimi anni. «Anche dopo la fine della pandemia cercheranno di incanalare il dissenso verso altri temi, come ad esempio la legge sul finanziamento ai media». Una cosa è sicura: la secessione mediatica è già iniziata. La co-presidente degli "Amici della Costituzione" Marion Russek ha dichiarato di recente che il gruppo «non rilascerà interviste ai media fino a nuovo avviso» e si limiterà «a comunicare tramite note stampa». 

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