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SVIZZERA
31.08.21 - 14:010
Aggiornamento : 01.09.21 - 07:11

«Il 90% dei ricoveri riguarda persone non vaccinate. Tante hanno meno di 50 anni»

Nel consueto info-point gli esperti hanno lanciato un nuovo appello di vaccinarsi alla popolazione. Anche ai più giovani.

Virginie Masserey: «La percentuale di giovani pazienti è aumentata notevolmente. La metà degli ospedalizzati ha infatti meno di 53 anni».

BERNA - La situazione epidemiologica in Svizzera è in peggioramento. I contagi - per colpa della variante Delta che ormai rappresenta la totalità delle infezioni sul suolo nazionale - si sono cristallizzati su livelli abbastanza alti (oggi sono stati 2'702). E anche gli ospedali e le terapie intensive hanno iniziato a ripopolarsi. Tanto che alcuni ospedali si sono visti costretti a trasferire i pazienti in altri cantoni per la mancanza di letti. E allora - come ripetuto più volte dalle autorità sanitarie - l'unica soluzione per uscire velocemente da questa scomoda situazione resta la vaccinazione.

Per discutere di questo e altro, e per fare il punto sulla situazione pandemica in Svizzera è intervenuta - durante il tradizionale info-point da Berna - la responsabile della Sezione malattie infettive in seno all’Ufficio federale della sanità pubblica Virginie Masserey. «Il numero delle infezioni sembra essersi stabilizzato nelle ultime due settimane. Rimaniamo sui tremila casi giornalieri in media che sono tanti». Questo numero, ricorda la responsabile delle malattie infettive all'Ufsp, corrisponde infatti al picco della terza ondata. E preoccupa pure la situazione dei ricoveri. «Negli ultimi giorni abbiamo circa 85 ospedalizzazioni al giorno. L'incidenza è un po' troppo alta se paragonata a quella del resto d'Europa. La situazione si fa problematica e gli ospedali iniziano a di nuovo a rinviare le operazioni».

In ospedale 90% di non vaccinati - Masserey poi fa un identikit delle persone ospedalizzate: «Circa il 90% di loro sono non-vaccinati», fa notare l'esperta, precisando che l'età media dei ricoveri (per i non vaccinati) si sta sempre più abbassando. «La percentuale di giovani pazienti è aumentata notevolmente. La metà degli ospedalizzati ha infatti meno di 53 anni e la maggior parte di loro non soffriva di malattie pregresse prima di finire in ospedale. È sicuramente un effetto della variante Delta». Attualmente, fa notare Masserey, nei reparti di cure intense ci sono 264 pazienti. Al culmine della seconda ondata erano cinquecento, un numero che potrebbe tornare? «Non c'è modo di prevederlo», sottolinea la responsabile della Sezione malattie infettive dell'Ufsp, ricordando che il virus «non è più lo stesso ed è molto cambiato».

«Giovani, non siete immuni» - L'esperta manda poi un messaggio anche ai più giovani: «Non siete immuni. Anche se sei giovane e sano non sei completamente protetto da un decorso grave della malattia. Diverse persone relativamente giovani si trovano in terapia intensiva». Per quanto riguarda le persone vaccinate ricoverate, molte sono anziane e diverse di loro soffrono di malattie pregresse. 

70%-90% d'efficacia - L'esperta poi fornisce alcune percentuali sull'efficacia del vaccino. «La vaccinazione non protegge al 100% dalla Delta. La sua efficacia è tra il 70 e il 90%. Ma il vaccinato, anche se si ammala, ha una carica virale molto più bassa e quindi il rischio di trasmettere il virus è minore». Masserey poi ricorda che «più persone si vaccinano, meno infezioni ci saranno».

«Effetti collaterali rari» - Passando agli effetti collaterali che il vaccino può provocare l'esperta sottolinea che «ogni medicamento presenta effetti collaterali» e che quelli gravi registrati dal preparato anti-Covid-19 sono «molto rari». «La tanto temuta miocardite - precisa l'esperta - su verifica solo una o due volte su centomila vaccinazioni».

«Vaccinatevi» - La responsabile delle malattie infettive conclude il suo intervento con l'ennesimo appello alla popolazione di vaccinarsi. «Fatelo ora. Ci vogliono infatti sei settimane per essere completamente immunizzati e contribuire così all'abbassamento delle infezioni. In autunno, se così non fosse, il virus avrebbe campo libero, anche per mutare». E per quanto riguarda i viaggi - riferendosi ai tanti svizzeri bloccati ad esempio in Kosovo - precisa: «Chiunque parte per l'estero dovrebbe essere completamente vaccinato».

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