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ZURIGO
03.08.21 - 09:420
Aggiornamento : 04.08.21 - 17:45

Berna esita, ma anche la sinistra vuole "chiuderla" col Covid

Il mondo politico è dalla parte dei virologi e chiede la revoca delle misure.

L'ex membro della Task Force, Salathé: «Le misure non hanno più senso».

ZURIGO - Gli epidemiologi chiedono un ritorno alla normalità. Marcel Salathé, professore all'Università di Losanna, afferma: «Siamo arrivati al punto in cui le misure eccessivamente restrittive non hanno più senso». La pazienza di molta gente potrebbe esaurirsi, ha aggiunto l'ex membro della Task Force scientifica di fronte ai giornali Tamedia. Lo stesso Salathé di dice sempre meno favorevole a queste misure.

«Lo Stato esca di scena» - Marcel Tanner, ex membro della task force e direttore del Tropical Institute, la vede allo stesso modo. La situazione attuale consente al Consiglio federale di avviare la fase di normalizzazione nel corso del mese di agosto, spiega al Tages-Anzeiger. «Ciò significa che lo Stato esce di scena e ognuno si assume le proprie responsabilità. È giunto il momento di allentare le misure e, gradualmente, abbandonarle».

I politici sono d'accordo. Anche il consigliere nazionale del PS, Pierre-Yves Maillard, è dello stesso parere: «È positivo che gli epidemiologi chiedano un ritorno alla normalità», afferma il vodese, anche presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS). Maillard confida che il Consiglio federale aderisca alla strategia in tre fasi presentata in primavera.

Come spesso accade nella politica sanitaria, c'è anche il rischio di un'attenzione unilaterale in questa pandemia, afferma Mailliard. Solo di recente, ad esempio, il Parlamento ha detto no a una maggiore protezione per i giovani dalla pubblicità del tabacco. «Questo, nonostante migliaia di persone muoiano ogni anno, solo in Svizzera, a causa del fumo. Una politica del genere è incompatibile con misure anti-Covid restrittive a lungo termine».

«Un ultimo sforzo» - Il presidente dei Verdi, Balthasar Glättli, ritiene che dopo le vacanze sia necessario un altro «sforzo nella campagna vaccinale», con informazioni anche nelle lingue dei migranti, rivolte specificatamente ai più giovani. «Ma è chiaro che, dopo di ciò, verrà il momento in cui le restrizioni saranno ritenute sproporzionate per l'intera popolazione». Glättli è però preoccupato per coloro che non possono essere vaccinati e per il numero di ricoveri. «È del 50 percento in più rispetto a un anno fa. Quindi la variante Delta sembra essere piuttosto aggressiva».

«Libertà e fine delle misure» - Il consigliere nazionale sangallese, Marcel Dobler (PLR), afferma: «Ho letto le dichiarazioni di Marcel Salathé e ne sono rimasto molto contento. Sono al 100% sulla sua stessa lunghezza d'onda». «Nel giorno della festa nazionale, che simboleggia la libertà, la fine delle misure sarebbe stata un segnale forte», prosegue.

Con l'attuale tasso di malati gravi, le misure restrittive non possono più essere giustificate, spiega Dobler. «I decorsi gravi toccano quasi esclusivamente le persone che non vogliono essere vaccinate. È una loro libera decisione mettersi in pericolo».

Il tweet del Consiglio federale ha deluso le attese - A maggio, il Consiglio federale ha presentato un modello in tre fasi, secondo il quale la "fase di normalizzazione" avrebbe dovuto iniziare al più tardi all'inizio di agosto, quando tutti gli adulti avranno avuto accesso a una vaccinazione completa. Da quel momento - sosteneva il Consigliere federale -, non ci sarebbero più state ragioni per limitare la vita delle persone. Ora, il ministro Alain Berset ha rivisto gli obbiettivi a breve termine: per il momento, il Consiglio federale non sta dando alcun segno di voler mollare ulteriormente la stretta, a causa delle "dinamiche negative" e dell'incertezza sui vacanzieri.

Il consigliere nazionale UDC Thomas Aeschi: «Gli scienziati che appartengono a un organismo federale come la Task Force scientifica sono sotto pressione, da parte della politica, per dare le risposte che vengono loro chieste. Non appena sono "liberi", come Salathé ora, rilasciano tutt'altro tipo di dichiarazioni». L'UDC è ancora del parere che il Consiglio federale debba revocare le misure se tutte le persone a rischio e anziane sono state vaccinate.

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