20min/Michael Scherrer
SVIZZERA
29.07.21 - 12:550
Aggiornamento : 30.07.21 - 07:13

Il braccialetto "green" dei vaccinati accende il dibattito

L'ideatore lo vende come accessorio per promuovere la campagna. Ma il sociologo ritiene che sia «pericoloso»

Nel frattempo lo indossa anche Matthias Egger, ex presidente della taskforce scientifica della Confederazione: «È uno spunto di discussione»

Braccialetto

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - In Svizzera la campagna di vaccinazione sta rallentando. E secondo gli esperti sarà difficile superare un tasso d'immunizzazione del 60%. Ma ecco che sul mercato sono spuntati dei braccialetti verdi fosforescenti con la scritta “gimpft” (vaccinato).

Si tratta di un segno di riconoscimento promosso da Martin Fussen, che vende l'accessorio online per cinque franchi. L'iniziativa è partita nel gennaio di quest'anno e sinora sono stati venduti circa duemila esemplari.

L'idea - come racconta Fussen a 20 Minuten - è nata scrollando i social, in cui sono in molti coloro che si dichiarano favorevoli o contrari alla vaccinazione anti-coronavirus. «Tali affermazioni sono però rare nel mondo reale - spiega - questo braccialetto potrebbe fare la differenza». Fussen vede l'accessorio come un gadget per i “fan della vaccinazione”, che dovrebbe incoraggiare il dibattito. «Le persone non vaccinate che sono ancora insicure sul da farsi potrebbero essere motivate vedendo chi nel loro entourage ha fiducia nel vaccino».

Tra pro e contro - Ma se da una parte c'è chi vede l'iniziativa con entusiasmo, parlando di «segno di solidarietà», dall'altra c'è invece chi parla di «ideologia nazista» o di «idea per fare soldi». Fussen assicura, però, che con questo braccialetto non s'intende escludere dalla società i non vaccinati. E aggiunge che resta importante la decisione individuale: «Sono contrario a un obbligo di vaccinazione».

Nicolas Rimoldi, copresidente del movimento giovanile Mass-Voll (la misura è colma) non comprende che taluni sentano il bisogno di mettere in mostra il proprio stato vaccinale, in quanto le questioni di salute sono personali. «Tutte le persone devono essere trattate allo stesso modo, indipendentemente dal vaccino» afferma, come riferisce 20 Minuten. Secondo il giovane politico lucernese, azioni come queste non fanno altro che aumentare la pressione sui vaccinati e dividere ulteriormente la società.

«Fenomeno pericoloso» - Secondo la sociologa Katja Rost, professoressa all'Università di Zurigo, il braccialetto “gimpft” crea un senso d'appartenenza. Ma attraverso un distanziamento pubblico dai non vaccinati, questi ultimi vengono stigmatizzati, indipendentemente dal fatto che non vogliano o non possano essere vaccinati. Si tratta di «un fenomeno pericoloso che porta all'esclusione di determinate persone dalla società».

Sulla stessa linea è l'opinione di Dirk Baier, esperto di estremismo: «Con il braccialetto si mostra chiaramente il proprio schieramento. Questo comporta la formazione di gruppi che vengono rapidamente associati a svalutazioni, provocazioni o aggressioni».

Al polso di Matthias Egger, ex presidente della taskforce scientifica nazionale

Il braccialetto è di recente spuntato anche al polso di Matthias Egger, ex presidente della taskforce scientifica della Confederazione. «Ritengo che sia un modo per fare propaganda per la vaccinazione» spiega l'epidemiologo dalle colonne di 20 Minuten. Secondo lui, si tratta di una questione «di cui si parla troppo poco, persino tra amici».

Egger ammette che la scelta di indossare il braccialetto “gimpft” può portare anche a dei problemi. Ma: «Non si tratta di escludere gli altri, bensì di fornire uno spunto di discussione». Inoltre, le persone che appartengono a un gruppo a rischio sembrano apprezzare di sapere che qualcuno è vaccinato: «Si sente più sicuro».

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