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SVIZZERA
28.07.21 - 15:400
Aggiornamento : 15:58

«Illusorio l’abbandono di tutte le restrizioni»

Il tasso di vaccinazione è troppo basso, e probabilmente non raggiungerà l'85% auspicato dalla Taskforce scientifica.

E si prevede già che, una volta che tutti quelli che lo vorranno si saranno fatti somministrare le due dosi, non tutte le misure saranno eliminate.

Fonte 20Minuten/Daniel Graf, Pascal Michel
elaborata da Simona Roberti-Maggiore
Giornalista in formazione

BERNA - «Allo stato attuale, temo che il tasso di vaccinazione non supererà il 60%». È quanto afferma Manfred Kopf, membro della task force federale Covid-19 e immunologo presso l'ETH di Zurigo. Al momento, il 53,5% della popolazione svizzera è stato vaccinato almeno una volta, mentre il 46,8% ha già ricevuto la seconda dose. Ci sono poi anche circa 115’000 contagiati che saranno immunizzati in misura diversa a seconda della gravità dell'infezione.

Libertà ancora lontana - Queste cifre, distanti dall’obiettivo dell’immunità di gregge fissato all’85% dagli esperti, potrebbero scuotere il piano di apertura del Consiglio federale. Nella “fase di normalizzazione”, era infatti stato previsto di abolire le restrizioni. E questo, al più tardi quando tutti avrebbero avuto la possibilità di farsi vaccinare. Ma intanto la richiesta di appuntamenti cala e l’11 agosto, giorno in cui il Consiglio federale dovrà decidere sul da farsi, si avvicina. Secondo Manfred Kopf, «in considerazione del basso tasso di vaccinazione, è un desiderio illusorio che tutte le misure possano essere abbandonate».

Ancora possibile un sovraccarico del sistema ospedaliero - «Tra gli over 60 ci sono circa 400mila non vaccinati», spiega l'immunologo, «per le persone di età tra i 60 e gli 80 anni, il rischio di essere infettati e di morire a causa del virus è compreso tra lo 0,2 e l'1%. Solo in questa fascia di età si potrebbero quindi prevedere più di 2’000 ulteriori decessi».

Convincere le persone anziane - Kopf sostiene sia cruciale compiere maggiori sforzi per convincere le persone con più di 60 anni a farsi vaccinare. «Se potessimo vaccinare il 95% degli over 60 e altre persone a rischio, l'immunità di gregge non sarebbe più decisiva. Allora potremmo escludere un sovraccarico del sistema sanitario con un alto grado di probabilità e restituire a tutti le loro libertà».

«È ora di tornare alla normalità» - Dal canto suo, Fabio Regazzi, consigliere nazionale e presidente dell'Unione svizzera arti e mestieri, chiede di mettere fine alle restrizioni. «Ora bisogna passare alla fase di normalizzazione e revocare le misure. Il Consiglio federale ce lo ha promesso più volte, non appena tutti quelli disposti a farlo si sarebbero vaccinati». I concetti di protezione, le vaccinazioni e i test restano importanti, sottolinea, «ma è ora che impariamo ad affrontare questo virus». In caso contrario Regazzi teme che si crei un circolo vizioso, con nuove minacce di lockdown. «Non può essere la soluzione. L'economia, ma anche la società, sono state severamente limitate nelle loro libertà durante questa crisi. Entrambe ora hanno urgente bisogno di normalità».

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