AFP
SVIZZERA
11.06.21 - 15:150
Aggiornamento : 17:16

La Svizzera va verso l'addio alla mascherina (all'aperto)

Ecco tutte le riaperture proposte per il prossimo 28 giugno. Parmelin: «Si vede la luce in fondo al tunnel»

Potranno anche partire le grandi manifestazioni e riaprire le discoteche, ma con l'obbligo d'impiegare il certificato Covid. L'Unione europea ha inoltre confermato la compatibilità del documento elvetico

BERNA - Prepariamoci a dire addio all'obbligo di mascherina all'aperto, a sederci ai tavoli dei ristoranti con più amici, e a tornare a ballare in discoteca e frequentare le grandi manifestazioni. Sono questi i principali allentamenti che il Consiglio federale ha deciso di mettere in consultazione, in vista della prossima fase di riaperture che scatterà il 28 giugno 2021.

Riaperture che avverranno proprio in vista delle vacanze estive. Il Governo federale prenderà la decisione definitiva nella sua seduta del prossimo 23 giugno, quando potranno essere valutate anche le conseguenze della quarta fase di riapertura scattata lo scorso il 31 maggio.

Si parla anche dell'impiego del certificato Covid (che in Ticino sarà disponibile a partire dalla prossima settimana): il documento sarà obbligatorio per le grandi manifestazioni e le discoteche. Inoltre, Philippe Voirol dell'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT) dice, in conferenza stampa, che l'Europa ha confermato la compatibilità del certificato elvetico con quello europeo.

«Il numero dei nuovi contagi e delle ospedalizzazioni continua a calare. E anche la campagna di vaccinazione prosegue: una persona su quattro, in Svizzera, è completamente vaccinata». Così il presidente della Confederazione Guy Parmelin, aggiungendo: «Si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel». Parmelin comunque sottolinea: «Anche se la situazione migliora, non significa che abbiamo superato la crisi: a ogni tappa continueremo a monitorare la situazione. La disciplina resta di fondamentale importanza».

«Questa situazione positiva è da ricondurre alla prudenza dei cittadini ma anche alla campagna di vaccinazione» afferma anche il ministro della sanità Alain Berset, ricordando che domani arriveranno in Svizzera altre migliaia di dosi. «Con fiducia guardiamo alle prossime settimane, e riteniamo che si cominci a vedere il traguardo, ma non lo abbiamo ancora raggiunto». Berset ricorda infatti che nel resto del mondo si contano paesi in cui la situazione non sta migliorando. E questo continua a rappresentare un rischio.

Una fase successiva è prevista nel momento in cui tutte le persone che intendono vaccinarsi hanno avuto la possibilità di farlo. Per ora si parla, verosimilmente, di metà agosto. «Questa è l'ennesima riapertura negli ultimi tre mesi: stiamo lentamente tornando alla normalità» dice il ministro della sanità. Rispetto all'anno scorso, quest'anno «possiamo allentare così tanto, perché abbiamo il vaccino».

La mascherina all'aperto - L'obbligo della mascherina sarà revocato nelle aree esterne delle strutture accessibili al pubblico, delle strutture per il tempo libero delle stazioni ferroviarie e delle fermate di tram e autobus, come pure sui ponti esterni dei battelli e sulle seggiovie. Sarà inoltre revocato anche sul lavoro e nelle scuole secondarie. I datori di lavoro saranno comunque ancora responsabili della protezione dei lavoratori e dovranno decidere dove e quando sarà necessario indossarla.

Sul fronte del telelavoro non cambierà nulla: come spiega Berset, l'intenzione è di mantenere l'obbligo, a meno che l'azienda effettui test Covid regolari sui dipendenti. «In sostanza già ora non esiste l'obbligo, in quanto è molto facile organizzare questi test».

Limitazioni della capienza - Buone notizie anche per i parchi acquatici. Con allentamenti del limite di capienza, potranno infatti tornare ad accogliere i visitatori. Negozi, strutture per il tempo libero e impianti sportivi dovranno infatti poter sfruttare maggiormente la loro capienza. Nei locali in cui si può indossare la mascherina saranno sufficienti quattro metri quadri per persona. Dove non è possibile, come nelle piscine coperte, i metri quadri saranno dieci.

Tavolate senza limiti (all'aperto) - All’interno dei ristoranti saranno consentite sei persone per tavolo invece di quattro. Resterà in vigore l’obbligo di consumare stando seduti. All’esterno non vigeranno più limiti per i gruppi di ospiti e sarà revocato l’obbligo di consumare stando seduti. All’interno, chi si muove dovrà indossare la mascherina. Dovranno continuare a essere registrati i dati di contatto di tutti gli avventori. «Potranno revocare l'obbligo di mascherina quei ristoranti che intendono chiedere il certificato Covid» afferma Berset, rispondendo a un giornalista.

Si torna a ballare, solo col certificato - Le discoteche e le sale da ballo potranno riaprire se limiteranno l’accesso alle persone in possesso di un certificato COVID valido. Potranno essere contemporaneamente presenti al massimo 250 persone. Non sarà più obbligatorio indossare la mascherina, ma dovranno essere registrati i dati di contatto di tutti gli ospiti.

Manifestazioni con o senza certificato - Con l'impiego del certificato Covid (il libretto di vaccinazione giallo sarà valido fino all'introduzione del nuovo strumento), da inizio luglio saranno nuovamente consentite le grandi manifestazioni. Il numero massimo di partecipanti - secondo le intenzioni del Consiglio federale - sarà 3'000 al chiuso e 5'000 all'aperto, indipendentemente dall'obbligo o meno di stare seduti.

Per le manifestazioni senza certificato Covid, saranno consentiti 1'000 spettatori, se seduti. Se invece i presenti si muovono, come ai matrimoni o ai concerti senza posti a sedere, il limite sarà di 250 partecipanti.

Per eventi in strutture accessibili al pubblico sarà consentito quanto è già consentito nella sfera privata: se nella cerchia familiare e di amici si incontreranno non più di 30 persone al chiuso o 50 all’aperto, si potrà rinunciare a misure di protezione, per esempio all’uso della mascherina, al rispetto della distanza prescritta o all’obbligo di stare seduti a una festa di compleanno in un ristorante.

Sport o cultura amatoriale - Per la partecipazione ad attività sportive di gruppo saranno revocati i limiti di rispettivamente 50 persone all’aperto e quattro al chiuso. Al chiuso resterà obbligatorio indossare la mascherina e mantenere la distanza prescritta. Se non è possibile mantenere la distanza (per esempio negli sport di squadra) o indossare la mascherina (per esempio negli sport di resistenza o nelle prove con strumenti a fiato) vigerà una limitazione della capienza a dieci metri quadrati per persona. Concerti di cori saranno di nuovo consentiti anche al chiuso.

Test fai da te anche in drogheria - I test fai da te potranno essere venduti anche nelle drogherie e nel commercio al dettaglio. Ma la consegna dei cinque esemplari mensili gratuiti resterà riservata alle farmacie. E solo per le persone che non sono ancora state vaccinate o non hanno mai contratto il virus.

Inoltre, il prossimo 23 giugno la Confederazione prenderà anche una decisione sulla durata dell'efficacia della vaccinazione. Infatti, vari studi mostrano che probabilmente è superiore ai sei mesi.

Entrata in Svizzera agevolata

L'entrata in Svizzera sarà ulteriormente agevolata. Il Consiglio federale ritiene, infatti, che dal prossimo 28 giugno i provvedimenti sanitari di confine dovranno concentrarsi sulle persone che entrano nel nostro paese arrivando da paesi con una variante preoccupante del virus. Per chi proviene dallo spazio Schengen dovrà inoltre essere abrogato l'obbligo di quarantena. L'obbligo di test resterà solo per le persone che non sono né vaccinate né guarite dall'infezione. Si propone inoltre di revocare il divieto di entrata per visitatori provenienti da Stati terzi che sono stati vaccinati. Anche su questo fronte la decisione definitiva sarà presa il 23 giugno.

In vista un adeguamento per il lavoro ridotto

La Svizzera prevede di fare un ulteriore passo verso la normalità. Tuttavia, molte aziende e lavoratori non saranno in grado di lavorare in misura pari al periodo pre-coronavirus. Il Consiglio federale propone pertanto di sostenere ancora in modo mirato i lavoratori colpiti e di prorogare il diritto straordinario all'indennità per lavoro ridotto (ILR) fino alla fine di settembre 2021 per gli apprendisti, le persone con un rapporto di lavoro a tempo determinato e per le persone su chiamata con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Il diritto all'ILR per gli apprendisti sarà mantenuto alle condizioni già in vigore, ossia priorità alla formazione e solo in caso di chiusura aziendale decisa dalle autorità. Per le altre due categorie di persone citate, sarà concesso a patto che le misure disposte dalle autorità, come le restrizioni della capienza, impediscano di riprendere l'attività a pieno regime.

L'adeguamento richiede una modifica dell'ordinanza Covid-19 assicurazione contro la disoccupazione, ora oggetto di una consultazione (11-15 giugno 2021) tra i Cantoni, le organizzazioni mantello delle parti sociali e le commissioni parlamentari competenti. L'entrata in vigore è prevista il 1. luglio 2021.

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