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SVIZZERA
11.06.21 - 12:050

Col lockdown, i bambini hanno ingoiato più batterie

Si tratta delle pile a bottone, che possono mettere in pericolo la vita. I pediatri svizzeri lanciano l'allarme

BASILEA / ZURIGO - Attenzione alle pile a bottone, se ingoiate da un bambino possono metterne in pericolo la vita, o cambiarla radicalmente. È l'allarme lanciato oggi dai pediatri svizzeri, che segnalano un drammatico aumento di casi di questo tipo durante il semi-confinamento.

In occasione della giornata mondiale dedicata a questi dispositivi tecnologici, che cade domani, gli ospedali pediatrici di Basilea e Zurigo intendono aumentare la consapevolezza dei rischi posti da queste piccole batterie, che spesso troviamo in orologi o giocattoli.

Se un bambino ne ingoia una, «la sua vita può cambiare bruscamente», avvertono, aggiungendo che i genitori sono poco consapevoli delle conseguenze devastanti che questo gesto può avere. In pochi minuti la batteria innesca infatti una reazione chimica nell'esofago che provoca ustioni che possono portare a gravi disabilità. Il bimbo non può più deglutire normalmente e deve essere alimentato con un tubo. In alcuni casi, l'esito può essere fatale.

I più a rischio sono i bambini molto piccoli e i neonati. Siccome non possono dire cosa hanno ingoiato, questo ritarda un'eventuale operazione per rimuovere la batteria dal corpo.

Uno studio italiano ha evidenziato un aumento drammatico di tali incidenti durante il confinamento e pediatri di altri Paesi hanno riportato un aumento significativo dei casi. In Svizzera è stato creato un gruppo di lavoro che mira a sensibilizzare i genitori, gli insegnanti, l'industria e i politici.

Questi ultimi «devono spingere i produttori a rispettare gli standard di produzione e incoraggiare lo sviluppo di nuove fonti di energia non dannose», afferma Raoul Furlano, dell'ospedale pediatrico universitario di Basilea.

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