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SVIZZERA / UNIONE EUROPEA
06.06.21 - 13:300
Aggiornamento : 22:04

Col fallimento dei negoziati, saltano le consegne per l'UE

Nel settore medtech non viene più riconosciuta l'omologazione elvetica di prodotti già esistenti

Le aziende non vogliono più rifornirsi in Svizzera per evitare di violare le disposizioni

BERNA - I negoziati sull'accordo quadro sono ufficialmente falliti. E si osservano già le prime conseguenze. L'associazione di categoria Swiss Medtech parla infatti di due aziende che non sono più autorizzate a effettuare consegne nell'Unione europea.

Secondo quanto riferito dalla SonntagsZeitung, non si tratterebbe soltanto di prodotti appena arrivati sul mercato, ma di merce già omologata e con un certificato elvetico. Un certificato che per l'Unione europea ora non ha più nessun valore.

«Dal punto di vista della situazione, la decisione della Commissione europea è incomprensibile: si tratta di una reazione alla politica del Consiglio federale» afferma Daniel Delfosse di Swiss Medtech.

Clienti in cerca di nuovi fornitori - Le aziende esiterebbero quindi ad accettare consegne provenienti dalla Svizzera, in quanto correrebbero il rischio di violare le regole attualmente in vigore. Le imprese elvetiche potrebbero far certificare i propri prodotti nell'Unione europea, ma si tratta di una procedura che richiede tempo. Per l'industria medtech sarebbe fattibile, ma il timore è che i clienti cerchino altri fornitori in altri paesi.

Sospeso l'accordo bilaterale - L'accordo bilaterale del 1999 sull'abolizione degli ostacoli tecnici al commercio (MRA) prevede il riconoscimento reciproco tra Svizzera e Unione europea degli attestati di conformità per i prodotti industriali. Ma dopo il fallimento delle trattative per l'accordo quadro, sembra che l'Unione europea non sia disposta ad aggiornare tale accordo.

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