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Le esequie della bambina.
SVIZZERA
26.05.21 - 14:460

La tv non può "riesumare" la piccola Ylenia

Il Tribunale federale ha negato alla SRF l'accesso agli atti dell'inchiesta

SAN GALLO - La Televisione della Svizzera tedesca SRF non potrà accedere al fascicolo del caso penale sul rapimento e l'omicidio del 2007 della piccola Ylenia. Il Tribunale federale (TF) ha dato ragione alle autorità giudiziarie di San Gallo e respinto le richieste dell'emittente.

Gli interessi privati della famiglia della vittima hanno la precedenza su quelli formulati dalla SRF, hanno stabilito i giudici federali. Inoltre, gli interessi di terzi menzionati o citati nei documenti riservati devono essere presi in considerazione.

Ylenia, cinque anni e mezzo, fu rapita nell'estate del 2007 ad Appenzello e ritrovata morta un mese dopo in un bosco di San Gallo. Il suo rapitore e presunto assassino, un uomo di 67 anni, si è suicidato poche ore dopo il rapimento. Il suo corpo è stato trovato non lontano da quello della ragazza.

Un giornalista del programma "Rundschau" aveva chiesto nel marzo 2019 di poter accedere al dossier penale. Secondo la Costituzione e la legge sangallese, questa possibilità esiste anche per i terzi. La condizione è che sussista un credibile interesse che vale la pena proteggere, ma questo non deve essere in contrasto con altri interessi pubblici o privati preponderanti.

Nella sua domanda, la SRF affermava di voler indagare sulle contraddizioni del crimine emerse all'epoca e di voler esaminare l'operato delle autorità di perseguimento penale. Nel 2019 infatti, notizie di stampa e dichiarazioni di presunti testimoni secondo cui altre persone sarebbero state coinvolte nel crimine avevano fatto sì che i media tornassero ad occuparsi dell'omicidio della bambina.

Tuttavia, in una sentenza pubblicata oggi, il TF ha sottolineato che in questo caso non si trattava di decidere su cosa i media dovessero o non dovessero riferire. Stando a Mon Repos è pure irrilevante che la richiesta sia pervenuta dal servizio pubblico piuttosto che da un ente privato. Ad aver prevalso in favore della negazione dell'accesso al dossier sono gli interessi dei parenti della vittima, giudicati preponderanti rispetto a quelli dei giornalisti.

Per il TF non c'è nessuno scandalo giudiziario da chiarire in nome dell'interesse pubblico. Inoltre, la procedura preliminare è di principio segreta e vale la riservatezza dell'indagine, che non scade con la conclusione del procedimento.

Oltre alla famiglia di Ylenia, anche un'altra vittima del presunto colpevole, un uomo che è riuscito a sopravvivere, si è opposta alla divulgazione dei documenti. Tra le parti in causa, solo la vedova del sospettato voleva permettere alla televisione di entrare in possesso dei file.

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