VQH / TAMEDIA - PATRICK MARTIN
SVIZZERA
28.04.21 - 08:040
Aggiornamento : 08:21

Altro che case e macchine nuove, ora si invidia la vaccinazione

Ben il 40% dei non vaccinati che attendono il proprio turno proverebbe invidia per chi ha già ricevuto la sua dose

Lo psicoterapeuta: «Quello che mi preoccupa è se davvero la vaccinazione comporterà differenze nelle libertà personali e ci sarà chi non l'ha ancora avuta a causa dei ritardi nella campagna».

BERNA - "Invidia: sentimento spiacevole che si prova per un bene altrui che si vorrebbero per sé". A volte l'invidia viene associata a case di lusso, auto sportive, vacanze mozzafiato. Ma il 2021 ha cambiato le cose e oggi si invidia anche un cerotto sul braccio o, meglio, chi ha già potuto sottoporsi al vaccino anti Covid-19. È quanto emerge da uno studio tedesco, secondo cui il 40% dei non vaccinati invidia i vaccinati.

Anche in Svizzera l'appuntamento per la vaccinazione viene celebrato sui social come fosse un compleanno. Appena le autorità cantonali aprono a una nuova categoria di persona, parte la gara alla registrazione sul sito. E scorrendo le stories su Instagram sorge spontanea la domanda: «Perché lui sì e invece non è ancora arrivato il mio turno?».

Lo psicoterapeuta Felix Hof parla dell'invidia del vaccino come un sentimento più complesso di altri. «Ma è normale. In questo momento la società è stata suddivisa in gruppi (a rischio). Questo crea velocità diverse e persone "privilegiate" e altre "svantaggiate"». Ma per Hof non si distanzia molto «dalla gelosia perché un coetaneo possiede già la Playstation 5: ti dicono che la nuova versione è migliore di quella che hai tu, ma non lo sai finché non la avrai».

Inoltre, «ci sono vantaggi evidenti», prosegue lo psicoterapeuta. Come chi può già recarsi in Germania per fare acquisti poiché vaccinato, o le future possibilità di viaggiare e partecipare a eventi senza sottoporsi a tamponi e quarantene. «È normale sentirsi in un certo senso svantaggiati». 

I sentimenti di invidia si sarebbero acuiti anche a causa dei ritardi e delle interruzioni nella campagna di vaccinazione. «Si parla continuamente del vaccino come unico modo per tornare alla normalità, per uscire dal tunnel. Ma se quel momento non arriva, e si allontana sempre di più, aumenta l'incertezza e l'impazienza non deve sorprendere». 

Che l'invida del vaccino possa diventare un divisore nella società dipende da come proseguirà la campagna. «Quello che mi preoccupa - confessa Hof - è se davvero la vaccinazione produrrà delle differenze nelle libertà personali. Allora la pazienza di molti potrebbe effettivamente essere messa a dura prova», soprattutto se desiderano essere vaccinati ma devono ancora attendere il loro turno. 

Anche l'economista sanitario Willy Oggier commenta l'invidia del vaccino: «Più tempo passa prima che qualcuno riceva l'appuntamento almeno per la prima inoculazione, maggiore sarà il divario tra il vaccinato e il non vaccinato». E, pensando soprattutto ai giovani, questa situazione genera frustrazione: «Vedono che persone della stessa età vengono già vaccinate in altri cantoni e dubitano che potranno vivere un'estate spensierata. Tutto questo non può non avere conseguenze sulla mente», soprattutto per chi rispetta da sempre scrupolosamente le regole e vorrebbe solo uscire da questa situazione.

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