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SAN GALLO
18.03.21 - 21:350
Aggiornamento : 19.03.21 - 09:24

Morta dopo il gioco erotico: «Impossibile stabilire le cause»

Assolto il primario accusato di avere ucciso la sua mante durante una serata Bdsm. La sua versione è «credibile»

Al processo non è stato possibile ricostruire l'orario del decesso e il motivo. Il sospetto della "droga dello stupro"

Fonte 20 Minuten/Michel Eggimann
elaborata da Davide Illarietti
Giornalista

SAN GALLO - Sesso, violenza, una relazione segreta finita in tragedia. È stato assolto il medico primario comparso ieri alla sbarra al tribunale di San Gallo, per rispondere dell'accusa di omicidio colposo e negligenza. Nell'estate del 2015 il 55enne aveva ospitato una donna italiana - anche lei di professione medico - nel suo appartamento per una serata di sesso estremo. La donna era morta quella stessa notte.

La vicenda è rimasta lontana dai riflettori per cinque anni, e dopo la prima udienza i media si sono sbizzarriti, passando al setaccio i lati oscuri di una storia che, effettivamente, ne presenta parecchi. Nella sentenza il giudice ha parlato di «tragica fatalità» e ha dichiarato «credibili» le affermazioni del medico. Davanti alla Corte sono state presentate diverse versioni dei fatti, ma per il giudice quella fornita dall'imputato è la più plausibile. 

L'orario della morte - Rimangono tuttavia diversi aspetti non chiariti, nella ricostruzione dell'accaduto. A cominciare dall'orario del decesso. L'imputato ha affermato di non avere avuto rapporti sessuali ininterrotti quella sera dell'estate 2015. La sua partner avrebbe anche mandato messaggi al marito più volte. Secondo l'avvocato difensore «la tempistica degli eventi è difficile da determinare». Non è possibile stabilire precisamente nemmeno il momento in cui è stato trovato il cadavere, perché il medico non ha contattato subito la polizia. L'unica cosa chiara è che dovrebbe essere accaduto dopo mezzanotte.

La causa del decesso - Anche dopo il processo, la morte della donna resta un mistero. L'imputato ha detto di essersi addormentato dopo aver fatto sesso con la dottoressa. Una volta svegliatosi, si è reso conto che la donna non era più accanto a lui. L'ha poi trovata aggrappata a una ringhiera nel soggiorno. Poco dopo si è accortro che era morta.

Non era il primo incontro tra i due, e la donna non aveva mai espresso preoccupazioni per la propria salute. Secondo il Ministero pubblico, il sesso violento potrebbe aver compromesso la respirazione della donna, e averla portata al decesso. Per l'avvocato della famiglia della 32enne «la pratica Bdsm e il soffocamento sono stati fatali». Il medico legale ha concluso che «l'attività fisica connessa alla bassa pressione sanguigna può avere portato a un collasso» ma non si può escludere un'interferenza esterna. I lividi, le cicatrici e i tagli sul corpo della donna restano dei punti interrogativi.

La rianimazione - Il primario non ha tentato di rianimare la donna quando l'ha trovata esanime nel soggiorno. Ha dichiarato di averle sentito il polso e, in base all'osservazione del corpo, ha constatato il decesso. Per questo non ha tentato alcuna tecnica di soccorso. Per l'avvocato della famiglia, l'imputato non poteva sapere da quanto tempo la donna si trovasse in quello stato: avrebbe dovuto quindi tentare tutto il possibile. 

La droga dello stupro - Durante il processo è emerso il sospetto che la donna fosse sotto l'effetto della "droga dello stupro" durante la serata. A domanda del giudice, l'imputato ha negato: «Perché avrei dovuto drogarla? Aveva percorso 300 km per venire a fare sesso con me». Il medico legale ha chiarito che, allo stato dell'arte, è impossibile stabilire se effettivamente la donna avesse ingerito sostanze psicoattive, e se queste abbiano contribuito al decesso. «Tanto meno è possibile stabilire se ciò sia avvenuto con o senza il consenso della vittima». 
 

 

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