Archivio Keystone.
Proseguono i tagli per i programmi culturali (Foto illustrativa).
SVIZZERA
04.02.21 - 09:000

«Fermate i tagli alla cultura»

Il Sindacato svizzero dei mass media (SSM) è preoccupato per i tagli nelle redazioni culturali

In Ticino, l'85% dei giornalisti ha firmato una petizione per salvare Rete 2

BERNA - «Non c'è futuro senza cultura!».

È così che il Sindacato svizzero dei mass media (SSM) ha introdotto un attacco alla SSR (la Società svizzera di radiotelevisione) per i tagli drastici effettuati nelle redazioni culturali «in tutte le sue unità operative».

Il SMM chiede «di fermare questi tagli, di rispettare la Concessione e di coinvolgere maggiormente il personale nel processo di trasformazione dell'azienda».

Tutte le regioni linguistiche - I tagli sono (o saranno) effettuati in tutte le regioni linguistiche. In Romandia, Espace2 è diventato un canale musicale, mentre i programmi "parlati" sono stati trasferiti su formati digitali. «Nella Svizzera italiana, un destino simile attende Rete Due. Il progetto "Lyra" prevede una revisione radicale dell'offerta culturale, con una notevole riduzione dei contributi “parlati” e dei programmi di approfondimento», denuncia il SSM.

In Svizzera tedesca, invece, alcuni programmi saranno interrotti (come Nachtflug), mentre altri subiranno riorientamenti (Kulturplatz), o avranno meno risorse a disposizione (Sternstunden).

Un mandato più importante che mai - Nel nome della trasformazione digitale, «la SSR riduce sempre più la cultura all'essenziale», ed è uno sviluppo «preoccupante».

In particolare, il SSM si interroga sul rispetto della Concessione: «La SSR ha il mandato di fornire, offrire e promuovere servizi nel settore culturale e non deve rivolgersi solo a un pubblico maggioritario. Al centro di questo mandato c'è l'informazione e l'educazione culturale in tutte le parti del paese».

Il grande dimenticato: il personale - I dipendenti di tutte le unità aziendali stanno vivendo grande incertezza e stanno resistendo, quanto possibile, ai tagli imposti alle redazioni culturali.

«Si sono più volte fatti sentire per denunciare di non essere stati per nulla coinvolti nel processo di trasformazione e di non aver potuto contribuire con la loro esperienza professionale. In Ticino, l'85% dei giornalisti ha firmato una petizione per salvare Rete 2, ma per paura di rappresaglie ha scelto la strada del sostegno anonimo, affidando a SSM il compito di certificare le firme e presentare la petizione alla direzione RSI a nome del personale» spiega infine il SSM.

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