Quel ritorno alle code fuori dai negozi che potrebbe “uccidere” il Natale
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SVIZZERA
06.12.20 - 22:300
Aggiornamento : 07.12.20 - 10:14

Quel ritorno alle code fuori dai negozi che potrebbe “uccidere” il Natale

L'allarme dei negozianti (piccoli e grandi) per le nuove misure in vigore dal 9 dicembre

I pessimisti: «Distruggerà chi già stenta», gli ottimisti: «Le abitudini sono già cambiate»

Fonte 20 Minuten/Bettina Zanni
elaborata da Filippo Zanoli
Giornalista

BERNA - Dieci metri quadrati per ogni cliente, al posto degli attuali 4 nei negozi medio-grandi. Sono queste le nuove misure per i grandi negozi, volute dal Consiglio federale per tentare di ridurre al minimo il contagio in questo periodo che si avvicina al Natale, e che entreranno in vigore a partire dal 9 dicembre. 

A essere interessati dalla modifica, sono anche quelli più piccoli (fino a 30 metri quadrati) nei quali potranno entrare al massimo 6 persone (5 metri quadrati a testa) alla volta.

Per garantire gli spazi vitali voluti dalla Confederazione, i rivenditori si serviranno del già collaudato dosaggio che - verosimilmente - porterà a nuove code d'attesa fuori dai negozi. Con tutte le scomodità e i fastidi del caso.

Stare in colonna, in tempi di seconda ondata, non è un'esperienza simpatica - fra freddo e preoccupazioni - e dai negozianti già arriva un grido d'allarme: «L'afflusso di clienti crollerà, e gli acquisti natalizi ne risentiranno spiega a 20 Minuten Milan Prenosil dell'unione cittadina zurighese City Vereinigung Zürich.

Un calo che, sotto le Feste, è ancora più problematico: «Generiamo il 20-30% del fatturato annuo sotto Natale, questo sarebbe un colpo durissimo per i negozianti che a causa del coronavirus hanno visto le entrate anche dimezzarsi», continua Prenosil.

Si tratta di misure che colpiscono duramente tanto i piccoli - che già faticano ad arrivare nelle cifre nere - quanto i grandi, che si trovano a dover gestire file enormi.

Non ha dubbi Mathias F. Böhm dell'associazione a sostegno dei commercianti del centro di Basilea, Pro Innerstadt Basel: «Si tratta di misure senza dubbio radicali, soprattutto per i negozi medio-grandi. Il consiglio che posso dare è quello di sfruttare al massimo gli orari d'apertura estesi in occasione le Feste».

Ma c'è chi pensa che le code d'attesa possano essere anche un'opportunità: «Stiamo pensando come far si che l'esperienza risulti meno spiacevole,», spiega Rageth Clavadetscher del grande centro commerciale zurighese Glattzentrum, «una possibilità potrebbe essere quella di regalare a chi aspetta dei coupon-sconto».

Per quanto riguarda la perdita di giro d'affari Clavadetscher non si perde d'animo: «Con il coronavirus le abitudini dei clienti siano cambiate radicalmente: si fermano meno a lungo e vanno a botta sicuro, il tempo di permanenza medio è calato considerevolmente. Ma gli acquisti continuano».

Ottimisti anche i grandi venditori al dettaglio: «Non sarà un problema per Migros, già in primavera vigeva lo stesso regolamento, e in diversi cantoni è rimasto invariato», spiega il portavoce Marc Schlatter. Per Coop, invece, la protezione dei dipendenti e dei clienti ha la massima priorità: «Rispettiamo sempre le norme di sicurezza e implementeremo anche la restrizione sul numero di persone».

Commenti
 
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pillola rossa 10 mesi fa su tio
Omicidio preterintenzionale di zebedei
Doda 10 mesi fa su tio
E in tanto a noi nessuno pensa! Orari interminabili..turni massacranti e orario prolungato e a noi chi ci pensa!
seo56 10 mesi fa su tio
Bene!! Forse per una volta sarà un vero Natale e non la corsa sfrenata al consumismo
pillola rossa 10 mesi fa su tio
Di covid si muore poco, molto poco, da quando i medici hanno raddrizzato il tiro per le cure. Ormai le misure servono solo ai politici per dimostrare coerenza e accettazione da parte dell'opinione pubblica. Diverso sarebbe se si pensasse al bene delle persone. La farsa continua, ma nessuno parla della farsa. Tutti parlano solo degli effetti.
Luca 68 10 mesi fa su tio
la cosa migliore è andare il meno possibile e pensare che il Natale non è solo regali, magari impariamo ad apprezzare le piccole cose della vita, meno regali e più serenità
ceresade36@gmail.com 10 mesi fa su tio
acora lostesso poi si lamentano del covid 19 Aviate piu prudenza
8Paola3 10 mesi fa su tio
Ma bon é nemmeno normale vedere tutte quwlle auto fuoei dal nwgozio da Moreno e al Ludel e il securitino che dirigeva durante la settimana oii. Ma la gente lavora !?! Vi piace proprio ammalarvi ed essere ammassati...
MrBlack 10 mesi fa su tio
E che noia...in primavera non c’erano le mascherine. Ora l’hanno tutti. Il virus viene portato nelle case dai bambini che giocano a scuola, dai ragazzi che se ne fregano e si radunano, e sul posto di lavoro dove le norme le rispettano solo in svizzera tedesca. Lasciando la gente in fila fuori al freddo si beccheranno qualche malanno e finiranno in ospedale per le polmoniti.
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