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SVIZZERA
03.12.20 - 12:000

Materiale medico per 686 milioni

Tanto ha speso la Farmacia dell'esercito sino alla fine di agosto. Ora è attiva sul fronte dei vaccini

BERNA - La Farmacia dell'esercito ha speso a fine agosto circa 686 milioni di franchi per assicurare materiale medico alla Confederazione. È quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), in cui viene precisato che è stato utilizzato circa il 28% dei 2,45 miliardi di crediti ricevuti per garantire l'approvvigionamento.

In collaborazione con l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), la Farmacia dell'esercito ha acquistato in particolare equipaggiamenti di protezione personale (mascherine, occhiali di protezione, guanti, tute protettive, camici chirurgici), apparecchiature mediche (respiratori, dispositivi di monitoraggio e relativi accessori), disinfettanti (per le mani e le superfici), accessori di laboratorio, kit per i test, medicamenti e vaccini, indica il DDPS in una nota odierna, aggiungendo che tutte le quantità previste sono state acquistate.

In dettaglio, la Farmacia dell'esercito nel primo semestre 2020 ha consegnato 23,3 milioni di mascherine e ha acquistato 700 apparecchi ventilatori - di cui 639 consegnati ai cantoni - per un prezzo unitario di 41'000 franchi.

Il materiale, precisa il DDPS, è stato acquistato a prezzi correnti di mercato, che hanno subito forti oscillazioni tra febbraio e maggio 2020, in particolare per quanto riguarda le mascherine a causa della disponibilità limitata in Europa e in Svizzera. All'inizio di maggio 2020 i prezzi hanno iniziato a stabilizzarsi sempre di più, con una tendenza al ribasso.

Nel rapporto viene inoltre confermato che le mascherine fornite dalla Confederazione e ritirate a titolo precauzionale lo scorso luglio, a causa di una possibile presenza di funghi, non comportano rischi per la salute. Nuove analisi mostrano che solo lo 0,65% dei 460 campioni analizzati presentano tracce di questa muffa. La carica di germi è dunque inferiore al limite autorizzato e i rischi per la salute sono poco probabili.

Prossima tappa: il vaccino - Il dossier su cui attualmente la Farmacia dell'esercito è particolarmente attiva riguarda i vaccini. Finora, sono già state riservati 13 milioni di dosi che dovrebbero giungere progressivamente nella Confederazione nel primo semestre del prossimo anno.

L'esercito è attualmente in grado di stoccare dosi limitate di vaccino, ma anche in questo caso ci sarà un progressivo miglioramento col passare delle settimane. Finora, tuttavia, non è ancora stato approvato nessuno dei tre vaccini pre-acquistati dalla Confederazione, ovvero quelli di Moderna (mRNA-1273, sviluppato in collaborazione con la svizzera Lonza), AstraZeneca (vaccino AZD1222) e Pfizer-BioNTech (BNT162b2).

Pioggia di crediti - Lo scorso 20 marzo, il Consiglio federale ha incaricato la Farmacia dell'esercito di garantire l'approvvigionamento di materiale medico, con un primo credito di 350 milioni di franchi, sull'arco di 60 giorni. In seguito, durante ulteriori 120 giorni, è stato stanziato un secondo credito di circa 2,1 miliardi.

La Farmacia dell'esercito, spiega il DDPS, è l'unico organo federale in possesso delle autorizzazioni necessarie per il commercio all'ingrosso di farmaci ed è autorizzata a produrre, importare ed esportare medicamenti. Tra le altre cose, ha il compito di approvvigionare con prodotti sanitari le forze armate svizzere e di assicurare una disponibilità sufficiente di medicamenti in seno all'esercito e all'Amministrazione federale.

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