Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
19.11.20 - 11:040

Sì al coworking per gli impiegati della Confederazione

La pandemia e l'accresciuto telelavoro sia nel pubblico che nel privato hanno spinto il Governo a chinarsi sul tema

BERNA - In caso di comprovata necessità e potenziale disponibilità, gli impiegati della Confederazione potrebbero lavorare a distanza in spazi di "co-working" messi a disposizione dalla Confederazione anche in Ticino. È una possibilità allo studio, precisa una risposta del Consiglio federale a un'interrogazione del consigliere federale Marco Romano (PPD/TI) che si basa su progetti pilota già in corso o in fase di pianificazione a Zurigo e Ginevra.

Stando al governo, l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione sta conducendo un progetto che consente ai collaboratori di svolgere il lavoro mobile in spazi condivisi ("coworking") non appartenenti alla Confederazione, mentre a Zurigo ne è in corso uno per le cosiddette postazioni di lavoro in hub creativi. Un ulteriore progetto pilota per la sede di Ginevra è invece in fase di esame e verrà successivamente incluso nella pianificazione.

Questa piccola rivoluzione non necessiterebbe nemmeno di nuove disposizioni normative: scrive infatti l'Esecutivo che l'attuazione del lavoro mobile in spazi condivisi o in postazioni di lavoro hub non necessita una modifica a livello di legge.

In generale, la pandemia e il maggior ricorso al telelavoro, sia nel pubblico che nel privato, ha spinto il Governo a chinarsi sul tema: il Dipartimento federale delle finanze dovrà infatti approfondire le possibilità di un ulteriore sviluppo delle forme di lavoro flessibili allo scopo di accrescere l'attrattiva dell'Amministrazione federale quale datore di lavoro e garantire anche in futuro un'organizzazione efficiente sfruttando al meglio le risorse, l'infrastruttura e le soluzioni informatiche disponibili.

Rispondendo a una mozione sull'argomento inoltrata sempre da Romano (e che il Consiglio federale propone di accogliere, n.d.r), l'Esecutivo crede che, in futuro, nell'Amministrazione federale si ricorrerà sempre più spesso alle forme di lavoro mobile. In questo contesto, il DFF dovrà quindi chiarire questioni riguardanti il diritto al rimborso delle spese in caso di lavoro a domicilio, la maggiore flessibilità degli orari di lavoro e gli effetti della forma di lavoro sulle condizioni di assunzione, sul contratto di lavoro e sulla salute. Il coworking, come indica Romano, potrebbe far sentire meno isolati i collaboratori

Ciò non significa, chiariti questi aspetti, che il telelavoro si generalizzerà. Non tutti i collaboratori dell'Amministrazione federale, secondo il Consiglio federale, potranno lavorare da casa: è il caso del Corpo delle guardie di confine e parte del personale del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport. Di conseguenza, "non è possibile prendere in considerazione l'introduzione del diritto generale al telelavoro", sottolinea il Consiglio federale.

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