Keystone
SVIZZERA
08.11.20 - 13:380

Attentato di Vienna: all'MPC l'inchiesta sui due arrestati di Winterthur

L'incarto passerà dalla procura zurighese al Ministero pubblico della Confederazione

BERNA - La settimana prossima, l'inchiesta a carico dei due uomini di 18 e 24 anni di Winterthur (ZH), arrestati in relazione con l'attentato islamista a Vienna di lunedì, passerà dalla procura del Canton Zurigo al Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Devono solo ancora essere chiarite questioni organizzative.

Lo ha indicato a Keystone-ATS la stessa procura federale, confermando un'informazione pubblicata oggi dal SonntagsBlick.

I due sono già oggetto di due procedimenti penali per terrorismo condotti dal MPC. Il 24enne in uno dei due è incriminato. Il 18enne dal canto suo è incriminato in un'indagine della magistratura dei minorenni di Winterthur. L'Ufficio federale di polizia (fedpol) aveva già indicato martedì, il giorno dell'arresto, che i due uomini erano noti alle forze dell'ordine per procedimenti in ambito terroristico.

Nell'attentato di Vienna, rivendicato dal sedicente Stato islamico (Isis), sono state uccise quattro persone e 22 sono rimaste ferite, alcune delle quali gravemente. Il presunto attentatore è stato ucciso dalla polizia. Secondo il MPC, i due cittadini svizzeri arrestati a Winterthur lo conoscevano.

Assieme a fedpol, al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), alla magistratura dei minorenni di Winterthur e al ministero pubblico cantonale di Zurigo, nonché in «stretta collaborazione» con le autorità austriache, il MPC sta ora chiarendo il rapporto tra gli uomini e «come sono state strutturate le loro relazioni con la Svizzera», ha indicato la procura federale.

A Winterthur gli islamisti hanno fatto più volte notizia. Ad esempio, l'imam della moschea An'Nur è stato condannato ed espulso in Somalia per i suoi appelli a uccidere i musulmani non praticanti. La moschea è poi stata chiusa. Diversi islamisti che sono stati successivamente condannati frequentavano il luogo di culto.

In settembre, l'autoproclamato "emiro di Winterthur" è stato condannato a 50 mesi di carcere dal Tribunale penale federale (TPF). Il TPF ha stabilito che aveva reclutato nella Svizzera tedesca jihadisti poi partiti in Medio Oriente. In precedenza, nel 2013, lui stesso era stato in Siria.

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