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BERNA
05.11.20 - 15:000

«Causa Covid servono più posti per gli asilanti»

Sono circa 160 i richiedenti asilo risultati positivi.

La SEM ha deciso di mettere in funzione un alloggio militare a Brugg (AG) alla fine di novembre e si prepara ad aprire altre strutture di accoglienza a Sulgen (TG) e Reinach (BL)

BERNA - I posti disponibili nei centri federali per asilanti sono stati ridotti per rispettare le misure di distanziamento sociale e di igiene contro il Coronavirus e sono quindi necessari nuovi alloggi. Lo ha annunciato oggi la Segretaria di stato alle migrazioni (SEM) precisando che finora circa 160 richiedenti asilo sono risultati positivi al COVID-19.

In circostanze normali, nei centri federali attualmente sarebbero disponibili circa 4.500 posti. Per poter applicare correttamente le misure dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), l'accoglienza ha dovuto essere ridotta della metà. Attualmente sono disponibili solo quindi circa 2.300 posti e di questi oltre il 90% sono occupati.

Non vi è praticamente più margine di manovra e sono necessari alloggi supplementari. La SEM ha deciso di mettere in funzione un alloggio militare a Brugg (AG) alla fine di novembre e si prepara ad aprire altre strutture di accoglienza a Sulgen (TG) e Reinach (BL). I posti non saranno comunque sufficienti e la SEM dipenderà dal sostegno dei Cantoni in questo ambito, sottolinea un comunicato.

Procedure e espulsioni continuano - La SEM ha continuato a condurre procedure di asilo e ad effettuare espulsioni anche durante la pandemia. In primavera il Consiglio federale ha infatti adottato misure d'emergenza affinché il sistema d'asilo potesse continuare a funzionare

Per rispettare le misure di protezione della salute il numero di persone presenti alle audizioni dei richiedenti con i loro rappresentanti legali è stato ridotto al minimo. Eventuali altri partecipanti ai colloqui vengono raggiunti online. Inoltre i termini per i reclami sono stati prorogati in modo da garantire la tutela giuridica.

Dallo scoppio della pandemia, nel marzo di quest'anno, sono state condotte oltre 3.600 audizioni e completate circa 10.500 procedure di asilo (di cui circa 4.200 in base alla vecchia legge e 6.300 a quella nuova in vigore dal 1° marzo). Finora nessun ha contratto il virus durante i colloqui, sottolinea la SEM.

Alla fine di febbraio erano ancora pendenti ben 11.000 domande di asilo presentate prima dell'entrata in vigore della nuova legge. Negli ultimi 19 mesi, la SEM è riuscita a portarne a termine oltre 10.000, quindi il lavoro è stato quasi completato.

Rimpatri rallentati - Le conseguenze della pandemia di Covid19 hanno avuto ripercussioni sui rimpatri perché il traffico aereo tra la Svizzera e gli altri Paesi era ridotto al minimo. Anche i contatti con le ambasciate e i consolati per l'identificazione dei richiedenti sono risultati limitati. Per questa ragione il numero di persone che hanno lasciato la Confederazione è temporaneamente diminuito di circa il 70 % rispetto all'anno scorso e ancora attualmente la riduzione si attesta attorno al 40%. La SEM assicura però di essere stata in grado di effettuare rimpatri organizzando anche diversi voli speciali, ad esempio verso la Georgia, l'Albania e la Moldavia. I rinvii sono possibili verso quasi tutti gli stati Dublino se per questo il numero di casi pendenti è rimasto praticamente stabile.

Minori dalle isole greche - In merito ai reati commessi da alcuni richiedenti asilo durante l'estate, la SEM ha assicurato di essere in costante contatto con le autorità cantonali e ha annunciato di aver aumentato la sorveglianza attorno ai centri di asilo della Confederazione. Ricorda inoltre che le domande d'asilo infondate «vengono trattate con la massima priorità e respinte nel più breve tempo possibile».

Per quanto riguarda i profughi alloggiati nei campi sulle isole greche, la Svizzera ha accolto 53 minori non accompagnati che hanno legami familiari nella Confederazione e si appresta ad ammetterne altri 30. In linea di principio, ricorda comunque la SEM, l'obiettivo principale del Consiglio federale è quello di fornire assistenza in loco affinché i migranti possano essere alloggiati in modo dignitoso e ricevere cure mediche.

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