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Tra i 180'000 e i 200'000 bimbi frequentano regolarmente gli asili nido.
SVIZZERA
04.10.20 - 14:330
Aggiornamento : 16:27

Un bimbo su tre va all'asilo nido

Il nostro Paese ha 3'200 strutture di questo genere e oltre centomila posti.

Nel corso degli ultimi anni Cantoni e Comuni hanno lavorato per aumentarne il numero, ma ora l'obiettivo è posto sulla qualità delle prestazioni e sulla riduzione dei costi per le famiglie.

BERNA - In Svizzera un bambino su tre tra gli 0 e i 3 anni frequenta un asilo nido, ma il costo di queste strutture è elevato. I Cantoni intendono quindi analizzare le possibilità esistenti per ridurre gli oneri dei genitori.

Secondo un nuovo rapporto della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) pubblicato oggi, il Paese conta 3'200 strutture con 100'000 posti. Si stima che tra i 180'000 e i 200'000 bambini frequentino regolarmente gli asili nido.

Nel corso degli ultimi anni i Cantoni e i Comuni hanno lavorato per aumentare il numero di posti in queste strutture, ma ora intendono concentrare maggiormente la loro attenzione sulla qualità delle prestazioni. «La cura extrafamiliare può rivelare la sua efficacia in modo ottimale solo se è di buona qualità e dispone di risorse appropriate», scrive la CDOS.

La qualità dell'offerta dipende da vari aspetti come il numero di persone incaricate dell'inquadramento, della formazione dei dipendenti o dei concetti pedagogici. Praticamente tutti i Cantoni hanno standard di qualità per i loro asili nido, ma hanno differenti modelli per garantirla, sottolinea la CDOS nel comunicato.

Onere troppo gravoso per i genitori - In generale, i genitori continuano a pagare la maggior parte delle spese per la cura dei figli. Il loro contributo è elevato rispetto ai paesi vicini. È unanimemente riconosciuto che questo pesante onere ostacola la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Per la CDOS occorre porre rimedio a questa situazione.

Nel corso dei prossimi mesi la CDOS di pari passo con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) esaminerà le possibilità per alleggerire l'onere finanziario dei genitori. Fornirà una quadro delle buone pratiche in materia.

La giungla del finanziamento - Gli aiuti finanziari supplementari della Confederazione per ridurre i contributi dei genitori rappresentano un primo passo importante in questo senso. Anche i modelli di finanziamento che prevedono la partecipazione dei datori di lavoro sono una via promettente, indica la CDOS nel comunicato.

In Ticino e in quattro cantoni romandi (FR, GE, NE, VD) le imprese sono coinvolte nella responsabilità del finanziamento. In generale i Cantoni che partecipano al finanziamento per la custodia extrafamigliare della prima infanzia sono 15 su 26: in Svizzera romanda tutti i cantoni vi partecipano mentre nella Svizzera tedesca vi sono modelli diversificati. Negli 11 Cantoni che non partecipano al finanziamento le forme di questo variano da un Comune all'altro e in 9 Cantoni la competenza è divisa tra Comuni e Cantoni.

Standard minimi di qualità - Inoltre, le due conferenze intercantonali valutano in che misura gli standard minimi qualitativi potrebbero contribuire alla custodia dei bambini extrafamigliare e sostenere le pari opportunità per i bimbi quando questi entrano nel sistema di formazione.

Il rapporto mostra in effetti un'enorme diversità di situazioni che rende talvolta il paragone impossibile. Per la CDOS «non è appropriato concentrarsi su un solo elemento per giudicare la qualità della custodia extrafamigliare in un Cantone».

Va da sé che si terrà contro delle diverse culture nelle varie regioni linguistiche. Si tratta piuttosto di migliorare la qualità che di imporre in tutta la Svizzera la stessa chiave di assistenza o le stesse esigenze di formazione, indica il vicepresidente della CDOS Christoph Amstad citato nel comunicato.

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