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01.10.20 - 09:340

Quando la psicologia ti spinge a mettere la mascherina

È quanto emerge da un sondaggio online dell'Eawag di Zurigo.

Uno spunto anche per realizzare nuove campagne preventive.

Psicologia e coronavirus

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZURIGO - Indossare la mascherina, mantenere le distanze sociali e lavare le mani: se vedi che gli altri rispettano le regole, lo fai anche tu. La solidarietà gioca pure un ruolo importante, come dimostra un sondaggio online rappresentativo di ricercatori zurighesi.

Gli specialisti dell'Eawag, dello spin-off dell'Eawag Ranas e del Politecnico di Zurigo, hanno studiato quali sono le ragioni psicologiche che spingono le persone ad applicare le raccomandazioni per evitare la diffusione del virus. È importante capirlo, soprattutto ora che una certa stanchezza si è insinuata dopo l'estate, ha spiegato Max Friedrich von Ranas all'agenzia Keystone-ATS.

Assieme ai colleghi ha realizzato un sondaggio tra un migliaio di persone nella Svizzera tedesca nei mesi di aprile e maggio. In base ai risultati, più della metà dei partecipanti ha seguito costantemente le raccomandazioni di comportamento. Il 12%, invece, ha ammesso di seguirle «solo qualche volta» o «raramente».

Cosa pensano gli altri di me? - La psicologia ha avuto un ruolo importante: le persone diligenti si sono preoccupate di ciò che gli altri avrebbero pensato se non si fossero comportate secondo le regole. Si lasciano anche influenzare dalle azioni degli altri e sentono pure un obbligo morale nei confronti dei gruppi a rischio e del personale sanitario. Anche l'interesse personale ha giocato un ruolo: erano convinte di proteggere anche se stesse.

Nuove idee per le campagne - «È interessante notare che le motivazioni psicologiche sono apparentemente più forti di altri fattori», ha detto Friedrich, citato in un comunicato. «A nostro avviso, i motivi legati al comportamento protettivo dovrebbero essere affrontati direttamente nelle campagne», afferma la ricercatrice comportamentale Silvie Palacios.

Ad esempio, una campagna dovrebbe sottolineare che gli altri sono delusi quando qualcuno non segue le regole o viceversa che sono entusiasti quando lo si fa. Se si punta su questi sentimenti, le persone saranno più propense ad applicare le misure di protezione, stando ai risultati dello studio, dice Friedrich.

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