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ARGOVIA
10.08.20 - 12:480

Strage di Rupperswil, poliziotto nei guai

Un agente condannato per avere trasmesso informazioni confidenziali ai famigliari delle vittime

RUPPERSWIL - Un ufficiale della polizia cantonale argoviese dovrà rispondere davanti al tribunale distrettuale di Baden (AG) delle accuse di violazione del segreto d'ufficio e istigazione a falsa testimonianza nell'ambito della vicenda del quadruplo assassinio di Rupperswil (AG) nel 2015. Il Ministero pubblico ha chiesto per l'agente una pena pecuniaria con la condizionale.

L'ufficiale è accusato di aver trasmesso a famigliari informazioni confidenziali sull'inchiesta concernente il "massacro di Rupperswil" perpetrato da uno svizzero - allora 32enne e con tendenze pedofile comprovate - nel dicembre 2015.

All'agente viene inoltre rimproverato di aver tentato di persuadere una persona a testimoniare in suo favore qualora dovesse essere interrogata dalla polizia o dalla procura cantonale.

Il Ministero pubblico argoviese esige una pena pecuniaria con la condizionale di 270 aliquote giornaliere nonché una multa di 5'000 franchi. Il processo è stato fissato al 31 agosto.

Ergastolo e internamento ordinario

Quello di Rupperswil è uno dei fatti di sangue più eclatanti avvenuti negli ultimi anni in Svizzera. Il 21 dicembre 2015, il 32enne svizzero assassinò brutalmente quattro persone.

L'uomo, reo confesso, abitava nel medesimo quartiere delle sue vittime. In base alla ricostruzione dei fatti, quella sera uccise con tagli alla gola una madre di famiglia 48enne, i suoi due figli di 13 e 19 anni e l'amica del primogenito: le quattro vittime erano riunite nell'abitazione di Rupperswil in vista del Natale.

Prima di sterminare la famiglia, l'imputato mandò inoltre la madre a prelevare 11'000 franchi in due banche e abusò sessualmente del figlio minore. Dopo il massacro, cosparse l'abitazione di petrolio e le diede fuoco. Fu arrestato quasi sei mesi dopo i fatti, mentre stava preparando analoghi attacchi ai danni di famiglie con bambini fra gli 11 e i 15 anni, nei cantoni di Soletta e Berna.

L'uomo è stato giudicato colpevole di quattro assassini, ripetuta estorsione, sequestri di persona, atti sessuali con fanciulli, ripetuta coazione sessuale, incendio intenzionale, possesso di materiale pornografico proibito, nonché di atti preparatori punibili in vista di altri crimini. Per questi reati è stato condannato alla pena detentiva a vita e a una misura di internamento ordinario.

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