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SVIZZERA
02.06.20 - 17:200

«L'incompetenza dell'UFSP è un pericolo per la salute e la vita»

L'app SwissCovid è scaricabile da tutti, anche da chi non fa parte del gruppo pilota. Le critiche del legale

Sono stati registrati 34'000 download su Android e 10'000 su Apple. La Confederazione invita gli utenti non autorizzati a cancellarla

Fonte 20 Minuten/Joel Probst
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

BERNA - Per l'app per il contact tracing SwissCovid è di recente scattata la fase pilota. Eppure da una settimana l'applicazione è disponibile per tutti sul Google Play Store. E per un breve periodo è stato possibile scaricarla anche dal portale Apple “Testflight". Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel frattempo sono già stati registrati 34'000 download su Android e 10'000 su dispositivi Apple.

Si potrebbe pensare che tutto questo interesse per l'app della Confederazione rappresenti un successo per l'UFSP: più utenti la utilizzano, più sarà infatti efficace il tracciamento dei contatti a rischio. Eppure Berna non è affatto contenta.

UFSP: «Il test è solo su invito» - Dopo il primo aggiornamento dell'app, nello store è quindi stata aggiornata la descrizione: ora si legge che l'utilizzo dell'app è consentito soltanto alle persone che sono state invitate a partecipare alla fase pilota. Si tratta in particolare di membri dell'esercito, collaboratori di istituti accademici e amministrazioni cantonali. E non solo: «In caso di test positivo, i medici cantonali non possono fornire un codice Covid agli utenti non autorizzati».

Insomma, chi ha già installato l'app non ha il permesso dell'UFSP per utilizzarla. «Le persone che non fanno parte della fase pilota ma che hanno comunque scaricato l'app si muovono al di fuori dell'ordinanza dello scorso 13 maggio - afferma Gregor Lüthy dell'UFSP, interpellato dal portale Watson - nell'ambito della responsabilità individuale, dovrebbero disinstallare l'app per rispettare l'ordinanza».

Un'installazione illegale? - La Confederazione invita quindi tutti gli utenti non autorizzati a cancellare l'app. È quindi illegale averla sul proprio smartphone? No, secondo l'avvocato Martin Steiger, specializzato in diritto digitale. «Chiunque abbia installato l'app può continuare a usarla: non vi è alcun motivo per cui l'utilizzo sia illegale o punibile».

D'altronde, gli utenti che non fanno parte della fase pilota non hanno nemmeno la possibilità di essere identificati. «Dato che anche in questa periodo i dati sono anonimi, le autorità non possono sapere chi sta utilizzando l'app» dice ancora Steiger. Lo conferma l'UFSP, che proprio per questo motivo non ha nemmeno previsto una verifica degli utenti appartenenti al gruppo pilota.

Steiger consiglia quindi di conservare l'app sul proprio dispositivo: «Io non la cancellerei, non è necessario. Ma si può continuare a utilizzarla, in quanto l'allerta a seguito di un contatto a rischio si dovrebbe comunque ricevere» spiega a 20 Minuten.

«L'incompetenza mette a rischio la vita» - Da parte di Steiger non mancano le critiche nei confronti della gestione degli utenti non autorizzati da parte dell'UFSP: «Purtroppo l'incompetenza delle autorità non ha soltanto risvolti digitali, ma mette anche in pericolo la salute e la vita» afferma l'avvocato. Per lui non è infatti comprensibile che il codice Covid venga fornito soltanto alle persone che fanno parte del gruppo pilota.

Il legale ripone la sua speranza nel personale medico, affinché anche agli utenti non autorizzati venga data la possibilità di segnalare un'infezione attraverso l'app. Il suo consiglio è d'informare in ogni caso il proprio medico che si sta utilizzando SwissCovid.

Rispetto dell'ordinanza - L'UFSP difende comunque la propria decisione: «Affinché sia rispettata l'ordinanza federale approvata per la fase pilota, per le persone che non fanno parte del gruppo pilota non può essere emesso nessun codice Covid-19» spiega Lüthy.

Per l'avvocato Steiger il richiamo dell'app dimostra invece «l'incompetenza digitale» dell'UFSP. «O si fa una prova pilota chiusa oppure si fanno i conti col fatto che l'app venga scaricata da molti».

Commenti
 
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Alice Gatti 4 mesi fa su fb
Malgrado l'"incompetenza" dell'UFSP, il CF responsabile è stato "santificato" grazie solo alla propaganda dei "compagni" giornalisti.
miba 4 mesi fa su tio
Sarei proprio curioso di sapere quali permessi l'app chiede allo smartphone/telefonino..........
spank77 4 mesi fa su tio
Ahahaahah..."affinché anche agli utenti non autorizzati venga data la possibilità di segnalare un'infezione attraverso l'app. "... Spero come MINIMO che solo il personale autorizzato possa tramite codice o altra tecnologia possa permettere all'utente ammalato di inviare la segnalazione...Se ognuno è libero di inviare una segnalazione quando vuole senza l'intervento di persone autorizzate...allora francamente l app non le scarico.
buddy-1 4 mesi fa su tio
Che salvi o metta in pericolo la vita non é davvero rilevante a questo punto. Se si trattava di testare l'applicazione all'interno di un gruppo ristretto (stile "families e friends"), averla messa a disposizione di tutti e poi cercare di recuperare é un comportamento amatoriare e - come ben detto - poco professionale e da incompetenti ... pensare che si tratta di autorità federali fa venire i brividi ...
marco17 4 mesi fa su tio
Che metta in pericolo la salute e la vita è una cretinata qualunque di un avvocato. Questa applicazione è semplicemente inutile. Starne alla larga, adesso e in futuro.
seo56 4 mesi fa su tio
Non è una novità.
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