Keystone (archivio)
ZURIGO
29.05.20 - 10:590

«Segnalare un problema non è tradimento»

Il Cda dell'ospedale universitario ha deciso di creare una struttura esterna per proteggere i dipendenti che denunciano.

Il presidente Martin Waser: «Va avviato un cambiamento di cultura aziendale».

ZURIGO - A seguito dei recenti contrasti che hanno coinvolto tre direttori di cliniche, il consiglio di amministrazione dell'Ospedale universitario di Zurigo ha deciso di creare una struttura esterna per proteggere i dipendenti che intendono comunicare l'esistenza di problemi.

L'Ospedale universitario di Zurigo deve avviare un cambiamento di cultura aziendale. La direzione deve comunicare chiaramente che non è un tradimento segnalare i problemi, dice il presidente del consiglio di amministrazione dell'ospedale Martin Waser in un'intervista pubblicata oggi dalla NZZ. In passato, le segnalazioni di "informatori" a volte non sono state trattate.

Il fatto che ora i problemi siano diventati noti al pubblico è dovuto anche a conflitti interni, osserva Waser. In un ambiente altamente competitivo gli intrighi non sono nulla di insolito. Per molti è fondamentale raggiungere una posizione di comando, ma al vertice ci sono poche posizioni, aggiunge.

La rivalità che a volte esistono tra alcune cliniche nasce anche dalla lotta per la ripartizione degli onorari. «E ciò è veleno per la collaborazione», dice Waser. Perciò egli è favorevole a stipendi fissi, al posto degli onorari che i primari possono attribuirsi.

Si tratta di un sacco di soldi: ogni anno ci sono a disposizione circa 60 milioni di franchi, che vanno distribuiti alle 44 cliniche, precisa Waser. E ci sono sempre complicate questioni di delimitazione. «Se volessimo fare tutto correttamente con il sistema attuale, avremmo bisogno di 100 persone per controllarlo», aggiunge.

Secondo il presidente del cda, anche la politica ha una responsabilità, perché la base giuridica per un tale cambiamento deve provenire dal Gran Consiglio. Purtroppo quest'ultimo ha mancato l'occasione di stabilire l'indirizzo opportuno in occasione della revisione della legge sugli onorari, si rammarica Waser. Il parlamento cantonale ha infatti bocciato una revisione nel 2017, ma ora le premesse sono diverse, conclude.

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