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ZURIGO
19.05.20 - 09:540

Quando le scuole d'arte non riescono ad attutire l'impatto con il Covid

La richiesta d'aiuto: «A rischio numerosi posti di lavoro»

ZURIGO - Nei loro spazi danzano, suonano musica, dipingono, modellano e fanno teatro: le scuole private svolgono un ruolo importante nell’educazione artistica di migliaia di bambini, giovani e adulti nel nostro Paese. Molti di loro, tuttavia, sono minacciati a causa della crisi di Covid19. Sono colpiti anche gli operatori culturali, come gli insegnanti di teatro e di danza, che realizzano progetti o si esibiscono nelle scuole pubbliche.

Il 13 Maggio 2020 il Consiglio Federale ha deciso di continuare a sostenere il settore culturale fino al 20 Settembre. Questa decisione è un sollievo per il settore culturale, soprattutto perché per un certo periodo di tempo non sarà possibile organizzare piccoli eventi e molte istituzioni culturali rimarranno chiuse almeno fino all'8 giugno.

Un’ampia cerchia di operatori culturali non riesce però a tirare un sospiro di sollievo. Le scuole private di danza, arte, teatro e musica, sono state esplicitamente escluse da questi fondi di sostegno. E sono esclusi anche gli operatori culturali che operano nel settore dell'istruzione o che si esibiscono nelle scuole.

Dalla fine di marzo, in particolare Danse Suisse, l'associazione professionale dei professionisti della danza, ha richiamato l'attenzione sulla «precaria situazione degli operatori culturali nel settore dell’educazione privata e si è attivata con la Confederazione e i Cantoni per affrontare la questione».

«Poiché gli istituti di formazione privati nel settore culturale non sono sovvenzionati con i fondi disponibili per le istituzioni pubbliche - segnala l'associazione in una nota sottoscritta da altri colleghi -, il loro sostegno con fondi culturali è ancora più necessario e giustificato poiché gli insegnanti di danza, musica e teatro sono organizzati in associazioni professionali per operatori culturali e sono riconosciuti come operatori culturali dall'Ufficio federale della cultura».

Le associazioni firmatarie invitano i Cantoni e le città – in seguito all’esclusione da parte della Confederazione di questa categoria dalle misure di sostegno per il settore culturale - ad «adottare provvedimenti che non penalizzino gli operatori culturali nel settore della formazione artistica privata a causa dell’emergenza COVID-19».

«Molte di queste piccole e medie imprese - spiegano - sono minacciate nella loro esistenza a causa della crisi del Coronavirus. Nonostante la gestione creativa della crisi, ad esempio con i corsi che continuano online, essi rischiano di subire perdite elevate. Le tasse dei corsi non vengono pagate o devono essere rimborsate, i costi per il mantenimento degli studi sono nella maggior parte dei casi del 100% nonostante la chiusura dell'attività». «Non sono in pericolo solo le singole scuole del settore culturale, ma anche l'importante formazione preprofessionale dei talenti della cultura svizzera e l'accesso dei bambini e dei giovani alla recitazione, alla danza, alla musica e alle arti visive. La diversità culturale del nostro Paese è quindi permanentemente in pericolo - concludono -. Sono a rischio anche numerosi posti di lavoro per operatori culturali della scena indipendente, il cui reddito è in molti casi costituito da progetti artistici e dall’insegnamento».

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