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SVIZZERA
03.05.20 - 20:020
Aggiornamento : 21:33

Hotel a rischio: «Ora non è possibile diminuire i prezzi»

Andreas Züllig, presidente di Hotelleriesuisse, parla del settore in difficoltà a causa della pandemia

Fonte 20 Minuten/Dominic Benz
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

ZURIGO - Il settore turistico è tra i più colpiti dalla pandemia di coronavirus. E nonostante gli aiuti finanziari previsti dalla Confederazione, quasi un quarto delle attività rischia di non farcela. Andreas Züllig, presidente di Hotelleriesuisse, parla del settore alberghiero in un'intervista rilasciata a 20 Minuten.

Come mai l'esistenza di un quarto degli alberghi è a rischio nonostante il lavoro ridotto e i crediti ponte?
«Un quarto delle attività ritiene che il rischio di fallimento sia alto. Questo non significa ancora che siano destinati a chiudere, ma che temono tale destino a causa del lockdown e della prevista recessione. Non bisogna dimenticare che soprattutto gli hotel per vacanze dal 2015 soffrono a causa dell'euro debole. Nella regione alpina i pernottamenti sono diminuiti parecchio e c'è stata una forte pressione sui prezzi dall'estero. Gli albergatori hanno quindi cercato di attirare gli ospiti offrendo tariffe più basse. Una scelta che ha ridotto i margini di guadagno, quindi negli scorsi anni non è stato possibile fare delle riserve».

Cosa sta facendo Hotelleriesuisse per salvare la situazione?
«Assieme alla politica stiamo fornendo sostegno. Per l'intero periodo, i crediti d'emergenza Covid-19 devono esser concessi senza interessi. Ed è necessario istituire un fondo a sostegno di quelle attività sane che non sono in grado di restituire il prestito a causa di un investimento recente».

Lei propone un'esenzione dall'IVA. A cosa porta, se le attività sono confrontate con un crollo del fatturato?
«Una riduzione o un'esenzione dall'IVA permetterebbe di migliorare i bassi margini di guadagno nel settore turistico. La Germania si è mossa in tal senso: per aiutare il settore gastronomico, ha ridotto l'IVA dal 19 al 7%».

Si chiede anche che la politica si attivi per promuovere il settore. Come?
«Si tratta di un'iniziativa che, assieme alle organizzazioni turistiche regionali, sfocerà nel lancio di una grande campagna per promuovere le vacanze in Svizzera. In questo modo si vuole mostrare quanto è variegata l'offerta e quanto può essere emozionante scoprire il nostro paese».

E ora i prezzi scenderanno?
«No, nelle circostanze attuali, quindi con un'offerta ridotta e un calo degli introiti e un aumento delle spese a causa di maggiori normative, una riduzione dei prezzi non è possibile».

Allo stato attuale, quali sono le idee e i concetti promettenti per il settore alberghiero?
«Continuiamo a puntare su prodotti e servizi d'alta qualità. E questo indipendentemente dal numero di stelle o dalla posizione geografica delle strutture. Ma è anche importante che l'esperienza possa essere totale: impianti di risalita, musei, attività sportive eccetera. E in estate contano molto soprattutto le attività all'aria aperta».

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