Cassis: «Per uscire dalla crisi, bisogna lavorare insieme»
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SVIZZERA
21.04.20 - 14:040
Aggiornamento : 15:47

Cassis: «Per uscire dalla crisi, bisogna lavorare insieme»

Oggi il consigliere federale ha incontrato in videoconferenza i ministri degli esteri dei paesi di lingua tedesca

BERNA - «In Europa una crisi di questa portata può essere superata soltanto insieme». Così il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento degli affari esteri (DFAE), che oggi ha avuto uno scambio di opinioni coi ministri degli esteri dei paesi di lingua tedesca. Una riunione in videoconferenza, in cui ha chiesto un'azione coordinata e se possibile rapida da parte dei paesi limitrofi e dell'Unione europea (UE) per allentare le misure introdotte per combattere la diffusione del coronavirus.

Sulla necessità di lavorare insieme, Cassis ha ricordato, per esempio, che nelle scorse settimane la Svizzera ha accolto pazienti francesi o ha fornito dispositivi di protezione all'?italia. E in cambio è stata ampiamente coinvolta nella gestione della crisi da parte dell'Unione europea e ha avuto regolari contatti bilaterali. Una collaborazione che si ê rivelata un fattore importante per affrontare la situazione.

«Attualmente il Covid-19 rappresenta ancora una crisi sanitaria, che tuttavia si sta già trasformando in una crisi economica e finanziaria. In ultima analisi, la pandemia e le misure prese per combatterla provocheranno una crisi sociale» ha affermato il consigliere federale durante la videoconferenza. «È quindi giunto il momento di cominciare a pensare a come uscire da questa crisi e a quali misure adottare nelle prossime settimane». L’allentamento delle misure non farmacologiche di contenimento del Covid-19 (distanziamento sociale) dovrebbe essere effettuato per quanto possibile in modo rapido e coordinato, tenendo conto dell’andamento dell’epidemia, per consentire un graduale ritorno alla normalità evitando una nuova ondata di contagi.

Il rimpatrio dei cittadini - Durante la videoconferenza il consigliere federale Ignazio Cassis ha inoltre menzionato il ruolo della Svizzera nel rimpatrio di cittadini svizzeri ed europei. Dall’inizio della crisi sono stati effettuati più di 30 voli. Oltre agli svizzeri, sono stati riportati a casa circa 1'870 cittadini di paesi dell’UE, tra cui 458 tedeschi, 151 austriaci e 16 lussemburghesi. Contemporaneamente, 655 cittadini svizzeri hanno beneficiato di voli organizzati dalla Germania, dall’Austria o dal Lussemburgo. Il capo del DFAE ha ringraziato per la buona collaborazione, lo scambio diretto e la solidarietà mostrata nell’organizzazione di questi voli di rimpatrio.

Rapporti stretti - Non solo nell’attuale crisi causata dal Covid-19, ma anche in altri settori, vi è una stretta collaborazione tra i paesi di lingua tedesca, che si scambiano regolarmente informazioni. Il consigliere federale Cassis e i suoi omologhi hanno per esempio discusso della difficile situazione migratoria nella zona di confine greco-turca, messo in evidenza l’importanza della cooperazione multilaterale in tempi di crisi e il ruolo dell’ONU, e parlato della prossima presidenza tedesca dell’UE nel complicato contesto di una pandemia e delle connesse forme di scambio digitale. I ministri degli esteri dei paesi di lingua tedesca hanno convenuto che durante la presidenza tedesca del Consiglio dell’UE andrà garantito uno stretto coordinamento nel quadro delle relazioni bilaterali tra la Svizzera e l’UE.

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