Keystone
ZURIGO
19.12.19 - 14:160
Aggiornamento : 18:09

«Il test dell'Hiv? Se non ha fatto sesso con degli africani è superfluo»

Stupore tra alcuni pazienti ai quali i medici hanno sconsigliato di sottoporsi all'esame. Aiuto Aids: «Il rischio esiste anche qui»

di Redazione
Ihr/Do

ZURIGO - Fare il test dell’Hiv se non si è sicuri del proprio stato sierologico è importante e, ogni 1° dicembre, le associazioni di lotta all’Aids fanno campagne di sensibilizzazione a riguardo. Si può quindi immaginare la sorpresa di chi, recandosi dal medico per fare l'esame, si senta dire che non ne vale la pena.

«Il test dovrebbe essere un'ovvietà» - È il caso di due lettori di 20 Minuten che recentemente hanno affrontato l’argomento con il proprio dottore. A.B.* voleva per esempio rassicurare la sua nuova compagna sul fatto che non era infetto e potevano fare sesso non protetto. Il medico, però, gli ha risposto che l’Hiv in Svizzera non rappresenta un grosso problema e il test costa. «Dovrebbe essere un’ovvietà fare un test simile. Non mi aspettavo che venisse messo in discussione», confessa.

«Consiglia l'esame soprattutto se si è fatto sesso con africani» - C.D.*, che voleva controllare la propria sierologia per lo stesso motivo, si è sentito invece fare qualche domanda in più sulla sua partner. Quando il dottore ha saputo che si trattava di una donna svizzera di più di 40 anni gli ha assicurato che non sussisteva alcun rischio: «Mi ha detto che consiglia il test soprattutto se la persona ha fatto sesso con degli africani», rievoca. Sentito da 20 Minuten per un commento, il dottore in questione non è risultato raggiungibile.

Anche l'Ufficio federale della sanità pubblica consiglia di fare il test - Le risposte dei due specialisti lasciano perplesso chi si occupa di lotta all’Aids. Katharina Lange, direttrice di Aiuto Aids di Basilea Città e Campagna, afferma: «Persino l’Ufficio federale della sanità pubblica, nell'ambito di una relazione, consiglia di passare al sesso non protetto solo dopo un test Hiv negativo». Un’informazione che anche i medici dovrebbero trasmettere ai loro pazienti: «Inoltre, è di base sempre bene conoscere il proprio stato sierologico», aggiunge Lange. Sconsigliare esplicitamente di sottoporsi a un test senza chiarire i trascorsi sessuali di una persona, infine, è discutibile.

Le uniche eccezioni, concede la responsabile, sono rappresentate dai pazienti particolarmente ansiosi che si sottopongono inutilmente a dei test per un infondato timore di aver contratto l’Hiv o le persone che fanno sempre e solo sesso protetto. Al di fuori di questi casi, i test hanno sempre senso. Il rischio, infatti, esiste anche qui: «Ancora oggi in Svizzera ogni giorno viene scoperto più di un caso di infezione da Hiv», ricorda Lange.  

Più di 400 nuovi contagi in Svizzera - In Svizzera nel 2018 sono stati diagnosticati e segnalati all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) 425 casi di infezione da Hiv, il 5% in meno rispetto all’anno precedente. È il secondo anno di fila in cui il contagio rimane sotto le 500 persone colpite e il dato è in costante calo dal 2002 a questa parte. Nell’ultimo rapporto sull’epidemiologia del virus, l’UFSP indica come cause di questa tendenza proprio l’aumento del numero di test effettuati sulle persone particolarmente esposte e il trattamento sempre più precoce dell’infezione.

La maggior parte dei casi registrati nel 2018 interessava gli uomini: il 79% del totale. Le regioni più colpite erano quella di Zurigo e Ginevra, che ospitano i maggiori agglomerati urbani. Il Ticino, con 4,5 nuovi  contagi su 100mila abitanti, era leggermente sotto la media nazionale, che si attestava a 5 su 100mila. 

Tra le donne eterosessuali, l’età mediana del contagio è 39 anni: la metà di quelle infette è quindi più giovane di questa età mentre l’altra metà è più matura. Tra gli uomini eterosessuali tale dato sale a 43 anni mentre tra quelli omosessuali si attesta a 36 anni.

Gli uomini eterosessuali rappresentano quasi il 30% dei nuovi contagi - Gli uomini che fanno sesso con altri uomini sono il gruppo più colpito: rappresentano il 52,7% dei nuovi casi di contagio. Non si tratta solo di uomini gay, ma anche di uomini bisessuali o di uomini che si identificano come eterosessuali, ma hanno anche rapporti con persone dello stesso sesso. Seguono gli uomini che fanno sesso con donne: il 29,8% delle nuove infezioni. Le donne contraggono l’Hiv per la maggior parte attraverso rapporti sessuali con uomini: il 77% di quelle che si scoprono sieropositive ha preso il virus così. Non si registrano invece casi di donne che abbiano contratto l’Hiv facendo sesso con altre donne. Un'altra causa di contagio è per esempio l’uso di siringhe contaminate per il consumo di droga.

Il 49% è svizzero - Per quanto riguarda la nazionalità delle persone che si sono infettate nel corso del 2018, il 49% era svizzero. Tra le donne che hanno contratto il virus attraverso un rapporto eterosessuale, quelle che provenivano da un Paese ad alta incidenza di Hiv (come possono essere diversi Paesi dell’Africa subsahariana) rappresentavano il 37% del totale. Tra gli uomini eterosessuali tale dato scendeva al 26%.      

Sesso sicuro - Per fare sesso sicuro ("safer sex"), l'UFSP consiglia innanzitutto di usare correttamente il preservativo sia durante il sesso vaginale sia durante quello anale e di eseguire il "Safer Sex Check" su Love Life. 

*Nome noto alla redazione

 

Commenti
 
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anndo76 1 anno fa su tio
questo e' da curare...ma da qualche d'uno realmente bravo
dan007 1 anno fa su tio
In Africa c’è un grande focolaio non. Bisogna sempre farne un dibattito non è razzista il commento. ma statisticamente alcune regioni dell’Africa ho della Tailandia il rischio è Molto elevato
Maxy70 1 anno fa su tio
Questa è demenza pura, quel medico mette a repentaglio la vita dei propri pazienti! Deve sottoporsi al test chiunque abbia tenuto un comportamento sessuale a rischio, ovvero non rispettando le regole del safer sex, ovviamente rispettando i tempi della “finestra immuno-logica”. Dove ha studiato quel medico? Al paese dei balocchi?
Hardy 1 anno fa su tio
Il test costa, per cui lasciamo perdere. È un po' la stessa motivazione per la quale i vari crimini sono puniti con pene sospese, piuttosto che con l'incarcerazione, visto il costo che hanno i detenuti.
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