Keystone (archivio)
I droni saranno attivi a partire dall'estate del 2020.
SVIZZERA
16.09.19 - 10:540

Ed infine (non) arrivano... i droni

Il confine svizzero verrà controllato da elicotteri militari visto il grande ritardo sulla consegna dei nuovi velivoli: «Il produttore ha sottovalutato la certificazione»

BERNA - Dalla fine dell'anno, il confine svizzero sarà controllato da elicotteri e non da droni militari. I nuovi apparecchi senza pilota, prodotti dall'impresa israeliana Elbit Systems, saranno infatti disponibili con almeno sette mesi di ritardo.

«Il produttore ha sottovalutato la certificazione dei nuovi velivoli», indica Kaj-Gunnar Sievert, portavoce di Armasuisse, in un articolo pubblicato oggi sui giornali del gruppo Tamedia.

L'esercito ha ordinato i nuovi droni di esplorazione del tipo Hermes 900 nel 2015. Essi avrebbero dovuti essere forniti nel corso del 2019. Una prima consegna parziale è prevista per dicembre. Tuttavia, prima di poter impiegare i velivoli in Svizzera, il personale operativo elvetico deve essere formato. Inoltre, i droni devono ancora essere approvati dalle autorità competenti e ciò necessiterà più tempo del previsto, sottolinea Armasuisse.

Droni operativi da estate 2020 - Tali ritardi vengono considerati «normali» e parte di ogni contratto, indica Sievert all'agenzia Keystone-ATS. Tuttavia, il produttore israeliano Elbit potrebbe incorrere in una penale. Al momento però non sono ancora state prese decisioni a riguardo, precisa il portavoce.

I nuovi droni dovrebbero essere operativi a partire dal terzo trimestre del 2020. I vecchi velivoli senza pilota di tipo Ranger - che hanno ormai 20 anni - dovranno però essere rottamati già a partire dal prossimo mese di novembre.

I droni sono utilizzati principalmente dalle guardie di confine nella lotta al contrabbando, al traffico di migranti e alla criminalità organizzata. Questi compiti dovranno essere svolti per i prossimi mesi con l'ausilio di elicotteri, i quali hanno alcuni svantaggi: possono infatti restare in aria meno tempo, consumano più carburante e sono più rumorosi e quindi meno discreti dei droni. Secondo l'esercito, tuttavia, questa soluzione non dovrebbe provocare costi aggiuntivi.

Il Parlamento nel 2015 aveva votato un credito di 250 milioni di franchi per i nuovi droni Hermes 900. I velivoli senza pilota - che possono restare in volo fino a 24 ore - hanno una lunghezza di nove metri e un'apertura alare di 17 metri. Essi saranno stazionati all'aerodromo militare di Emmen (LU) e potranno raggiungere in poco tempo ogni luogo della Confederazione.

Commenti
 
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gigipippa 8 mesi fa su tio
Come lo é stato per gli aspirapoveri, anche I droni potrebero divetare silenziosi. E non capisco perché non possano essere costruiti in Svizzera?
centauro 8 mesi fa su tio
@gigipippa Il peggio è che sono costruiti in Israele......Paese molto pacifico e rispettoso dei diritti umani!
vulpus 8 mesi fa su tio
Sopravviveremo lo stesso . Mai nessuno ha saputo dimostrare l'efficacia di questi mostri rumorosissimi e noiosissimi . Forse che chi è intenzionato al malaffare ,lo faceva di notte quando giravano questi attrezzi?
francox 8 mesi fa su tio
Il produttore ha sottovalutato la certificazione dei nuovi velivoli oppure noi abbiamo sopravvalutato il produttore?
Findus 8 mesi fa su tio
Non si saprà mai la verità sul famigerato Ranger 95, quel catafalco che l'esercito faceva volare sulle nostre teste millantando successi mai verificati. Fatto sta che dopo un paio di crash adesso lo si rottama in tutta fretta. La data di scadenza era passata da tempo ma per volare in Ticino andavano bene lo stesso.
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