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SVIZZERA
14.09.19 - 11:460

«I pediatri svizzeri usano le tabelle di crescita sbagliate»

La conseguenza è che malattie potenzialmente devastanti vengono scoperte in ritardo. Lo sostiene Urs Eiholzer, responsabile del centro pediatrico-endocrinologico di Zurigo

BERNA - I pediatri svizzeri usano tabelle e curve di crescita dei bambini sbagliate, perché tracciate su statistiche relative ad altri paesi: la conseguenza è che malattie potenzialmente devastanti vengono scoperte in ritardo. Lo sostiene Urs Eiholzer, responsabile del centro pediatrico-endocrinologico di Zurigo (PEZZ), che punta anche il dito sulla situazione in Ticino.

«Nel 2011 sono state adottate le tabelle dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS)», spiega il 68enne in dichiarazioni riportate dal Blick. «I dati, per i bimbi sino a cinque anni, si basano su misurazioni di bambini del Ghana, del Brasile e dell'Oman». Tutti paesi in cui i piccoli sono più bassi che in Svizzera.

I problemi a suo avviso non mancano nemmeno per i ragazzi più grandicelli. «I numeri sono stati raccolti in vari stati americani con bambini bianchi, neri, ispanici e asiatici di classe 1949-1968».

Secondo Eiholzer, che ne 2009 è diventato professore titolare all'Università di Zurigo, in entrambi i casi i dati non funzionano per la Svizzera: da una parte perché i bambini elvetici per motivi genetici sono più grandi, dall'altra perché entrano in pubertà più tardi dei loro coetanei americani e quindi le curve hanno anche un'evoluzione differente.

«Nel caso peggiore la diagnosi di una malattia seria viene ritardata di quattro anni», afferma lo specialista. Visto che la crescita può avvenire solo durante determinati periodi possono emergere lacune che non si riescono più a colmare.

Un ritardo di crescita può essere indizio di un tumore all'ipofisi, di una celiachia o di insufficienze renali croniche. Una diagnosi differita può avere conseguenze importanti, non sono a livello medico. «Diversi studi mostrano una correlazione fra grandezza fisica e reddito, come pure fra grandezza fisica e scelta di successo del partner».

Secondo Eiholzer è scandaloso che i bambini svizzeri vengono giudicati con percentili non a loro misura. «Austria, Germania o anche Olanda dispongono di curve basate su dati propri, l'Italia ne ha addirittura due, visto che lo sviluppo dei bambini al nord e al sud del paese si differenzia fortemente». Solo la ricca Svizzera risparmia in questo campo: e sì che gli ospedali pediatrici affermano di essere fra i migliori al mondo, osserva l'esperto.

Responsabile per l'introduzione, nel 2011, delle tabelle OMS è la Società svizzera di pediatria (SSP). In una presa di posizione inviata al Blick l'organizzazione parla di un «buon compromesso svizzero». Tanto più che per la prima volta vengono usate curve uniche in tutta la Confederazione, Ticino compreso.

Un compromesso che però non funziona, stando a Eiholzer. «Per il Ticino bisognerebbe in realtà usare i dati e le curve del nord Italia», spiega. Questo perché i bimbi ticinesi sono geneticamente più vicini ai norditaliani che agli svizzero tedeschi, che da parte loro sono affini a tedeschi meridionali.

Visto che considera completamente insufficienti i percentili usati il dottore si è organizzato da solo: negli ultimi anni ha raccolto i dati di 18'000 bambini messi a disposizione da 62 pediatri, creando delle curve che a suo avviso per la prima volta riflettono la realtà della Svizzera tedesca. Uno studio in merito sarà pubblicato la settimana prossima.

La SSP ha promesso che valuterà questi dati. Secondo Eiholzer, «se non saranno adottati sarebbe uno scandalo ancora più grande: i nostri bambini hanno diritto a numeri corretti».

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