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Le quattro persone alla testa del gruppo White Resistance.
BASILEA CITTÀ
16.06.19 - 17:000
Aggiornamento : 21:35

I neo-nazisti sono tornati e fanno paura

Quattro militanti del gruppo di estrema destra basilese "White Resistance" sono finiti in manette per minacce di violenza contro gli stranieri. Il caso è stato seguito pure dalle autorità federali

BASILEA - Nei giorni scorsi la polizia basilese ha fatto scattare le manette ai polsi di numerosi estremisti di destra svizzeri che stavano pianificando atti di violenza ai danni degli stranieri. La Procura sta indagando - come riportato oggi dal SonntagsBlick - per il reato di discriminazione razziale. Ma non solo. Perché il caso è finito pure sotto la lente del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Tutto bene? Non proprio. Perché i gruppi naziskin svizzeri sembrano essere tornati in auge. Secondo il foglio zurighese, le persone fermate sono tutti membri del gruppo neo-nazista "White Resistance", che era stato creato pochi giorni dopo gli attacchi di Christchurch, in Nuova Zelanda.

«Diffonderemo il terrore» - Alla testa della fazione ci sarebbero tre uomini e una donna tra i 30 e i 46 anni provenienti dal canton Berna e da Basilea Città. Il gruppo si sarebbe organizzato tramite una chat crittografata su Facebook. Qui gli estremisti avrebbero espresso fantasie sullo sterminio degli ebrei e su come perpetrare omicidi contro neri e musulmani. «Non appena saremo pronti diffonderemo il terrore in Svizzera», scrivevano sul web. Ma le loro intenzioni erano serie e non si limitavano a parole digitate con la tastiera. Il 13 aprile, infatti, almeno cinque membri del gruppo avrebbero dovuto incontrarsi a Basilea per trasformare le parole in fatti.

Sotto la lente della politica - Il gruppo "White Resistance" è finito pure sotto la lente della politica. Il consigliere nazionale socialista Cédric Wermuth ha infatti invitato la Consigliera federale Viola Amherd ad agire per combattere «la crescente minaccia terroristica proveniente dall'estrema destra». E la ministra non ha perso tempo. In una lettera di risposta al deputato, riportata dal "SonntagsBlick", la responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport sottolinea infatti che il Consiglio federale è «a conoscenza di questa minaccia». Amherd ha inoltre già dato mandato al SIC di presentare «misure concrete per intervenire più duramente contro gli estremisti».

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