Keystone (archivio)
SVIZZERA
28.03.19 - 09:360

Svizzeri venali: forniscono i propri dati sulla salute per soldi

Un'inchiesta rivela che il 5% si accontenterebbe di 5 franchi al mese per trasmettere alle assicurazioni informazioni personali, mentre il 34% sarebbe pronto a fornirli da 50 franchi

BERNA - Sette svizzeri su dieci sono disposti a inoltrare i dati sulla loro salute in cambio di ricompense fino a 50 franchi al mese. Secondo un sondaggio di Comparis, già ora il 9% trasmette alle rispettive assicurazioni informazioni personali rilevate tramite smartphone o fitness tracker su aspetti come alimentazione, attività fisica e sonno.

Stando all'inchiesta divulgata oggi, il 5% si accontenterebbe addirittura di 5 franchi al mese. Un ulteriore 12% vorrebbe ricevere almeno 10 franchi, il 19% chiederebbe 20 franchi o più, mentre il 34% sarebbe pronto a fornire i propri dati a partire da 50 franchi.

La fascia d'età che si dimostra più restia è quella tra i 50 e i 65 anni: il 46% di questa categoria si rifiuta. Tale quota si riduce invece al 25% per gli intervistati tra i 30 e i 49 anni e al 17% per gli under 30, rivela la studio condotto in febbraio dall'istituto di ricerche di mercato Marketagent, su incarico di Comparis, coinvolgendo 1'000 persone.

Due terzi delle persone interpellate dal sondaggio inoltre si dichiarano non infastiditi dalla registrazione automatica dei dati sulla loro salute e ne tengono traccia consapevolmente. Il 13% di essi ha scaricato applicazioni aggiuntive sul proprio smartphone, mentre il 15% afferma possedere anche un fitness tracker o uno smartwatch con funzioni specifiche.

La registrazione di questi dati «può favorire un comportamento sano, ma non dobbiamo perdere di vista i rischi», avverte Felix Schneuwly, esperto di casse malati presso Comparis. Secondo Schneuwly, la divulgazione di tali informazioni deve sempre avvenire su base volontaria.

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