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SVIZZERA
27.02.19 - 12:160
Aggiornamento : 17:03

Ex nazisti con la pensione, si infiamma la polemica

Il Coordinamento intercomunitario contro l'antisemitismo e la diffamazione si è detto scioccato. E la politica inizia ad interessarsi della questione

BERNA - Sono 49, su poco più di duemila, gli ex collaboratori del regime nazista residenti in Svizzera a beneficio di una rendita di invalidità istituita da Hitler e ora pagata dalla Repubblica federale tedesca. La vicenda, rivelata da media germanici, ha destato l'incomprensione in Svizzera del CICAD, il Coordinamento intercomunitario contro l'antisemitismo e la diffamazione.

Quest'ultima istituzione, come si legge sulla sua pagina web, si dice scioccata da questa rivelazione, di cui ha parlato diffusamente la televisione romanda (RTS) alcuni giorni fa nonché il quotidiano ginevrino "Le Temps".

Il segretario generale del CICAD, Johanne Gurfinkiel, afferma di essere sorpreso che ancora nel 2019 si possa parlare di pensioni versate a persone che hanno partecipato allo sforzo nazista.

Anche la politica ha incominciato ad interessarsi al problema. Il Parlamento belga ha chiesto la settimana scorsa a Berlino di interrompere questi versamenti agli ex combattenti belgi che hanno collaborato con il regime nazista dal 1939 al 1945.

Secondo la "Bild", 2033 persone riceverebbero ancora una pensione di invalidità dalla Germania: 573 in Polonia, 250 negli Stati Uniti, 121 in Canada, ma anche 54 in Francia e 49 in Svizzera. Stando al quotidiano romando "Le Temps", la pensione media versata in Svizzera agli ex collaboratori di Hitler, volontari e no, ammonterebbe a 1400 franchi mensili.

Le pensioni sarebbero esenti da trattenute. Furono istituite da Adolf Hitler nel 1941. Benché gli alleati abbiano annullato molti decreti promulgati durante la seconda guerra mondiale dal regime nazista, questo obolo non è mai stato toccato.

Il decreto venne adottato poco prima dell'invasione dell'Unione sovietica da parte delle truppe tedesche. Hitler era alla ricerca di combattenti che avrebbero potuto integrare le sue unità. Queste persone, oltre alla nazionalità germanica, avrebbero avuto diritto a una pensione di invalidità se feriti durante i combattimenti.

Stando alla RTS, ogni tentativo esperito in Germania negli decenni trascorsi per cambiare la situazione si è arenato. Oltre al parlamento belga - paese occupato dai nazisti e appoggiato dal locale partito di ispirazione fascista Rex che inviò migliaia di Belgi a combattere contro il bolscevismo - anche dei gruppi dell'Assemblea nazionale francese si battono contro il versamento delle pensioni.

Commenti
 
il saggiatore 1 mese fa su tio
Ovviamente il regime nazista e ciò che ha prodotto sono quanto di peggio abbia mai fatto l'uomo in tutta la storia. Tuttavia, persino gli ex nazisti che ricevono la pensione hanno diritto ad essere trattati come gli altri: sarebbe davvero ingiusto se dopo decenni, ancorché con legge (e quindi democraticamente), si levasse a questi invalidi una rendita su cui hanno contato per anni. Il tempo per eliminare una simile rendita in modo "equo", vale a dire l'immediato dopo-guerra, è passato da un pezzo.
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