SVIZZERA
21.11.17 - 22:120

L’esercito vieta la canapa light ma non in libera uscita

L’esercito reagisce al boom della cannabis legale mettendo al bando le sigarette al cannabidiolo, che rimangono tuttavia autorizzate “fuori servizio”

BERNA - L’esercito svizzero dichiara guerra a un nemico che si è infiltrato fra i suoi ranghi...il CBD. Nonostante la sostanza, contenuta nella cosiddetta “cannabis light”  sia del tutto legale, lo Stato maggiore aveva infatti deciso il giugno scorso di vietare il consumo e il possesso durante le ore di servizio e le pause.

I prodotti a base di CBD sono in compenso consentiti durante le libere uscite e i congedi. Insomma, la cannabis light viene messa sullo stesso piano dell’alcool: ammesso, purché il suo consumo non abbia conseguenze al momento di rientrare in servizio.

Una decisione accolta favorevolmente da diversi quadri. «L’odore di queste “sigarette” non si differenzia molto dai classici spinelli. Per gli ufficiali risulta dunque complicato capire su un milite stia consumando CBD (legale) o THC (illegale)», aveva raccontato un comandante di battaglione sulla rivista “Soldat suisse”. I prodotti a base di cannabis legale  - ricordiamo - sono autorizzati se hanno un contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) inferiore all’1%.

Giustizia - Non è raro che la giustizia militare si debba chinare su casi di assunzione di stupefacenti. Nel mese di settembre ad esempio aveva giudicato tre soldati che avevano causato un incidente fra veicoli blindati sulla piazza d’armi di Bure (JU). Allora, ormai sette anni fa, vi furono 26 feriti. Uno dei conducenti aveva ancora nel sangue tracce di THC, oltre che di cocaina e ecstasy. Furono riconosciuti parzialmente colpevoli e condannati a pagare le spese giudiziarie.

O ancora, durante il WEF di Davos del 2016, dei test avevano rivelato che dodici soldati avevano fumato marijuana e che cinque di loro avevano anche assunto cocaina.

Politica - La questione viene discussa anche sui banchi della politica. Il consigliere agli Stati Daniel Jositsch (PS/ZH) chiede da diversi anni l’introduzione nell’esercito di test preventivi volti a rilevare la presenza di stupefacenti. IL Consiglio nazionale ha però già posto il proprio veto.

Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) non dispone di statistiche sul numero di casi scoperti ogni anni nell’esercito. Il possesso di un quantitativo inferiore ai 10 grammi di cannabis può essere oggetto di una procedura disciplinare interna. Oltre i 10 grammi i casi vengono segnalati alle forze dell’ordine.

In Ticino - Nel mese di agosto la Polizia cantonale ticinese aveva preso posizione in merito, vietando ai propri agenti il consumo di canapa a basso tenore di THC: «Benché non sia punibile in base alla Legge federale sugli stupefacenti o alla Legge e regolamento cantonale sulla canapa, essa può determinare una condizione di inattitudine alla guida ai sensi della Legge federale sulla circolazione stradale. Inoltre, dato che alla vista e all'odore non è possibile distinguere la canapa con tenore di THC inferiore all'1% da quella stupefacente, viene ritenuto inopportuno l'associare un agente di polizia a un possibile consumo di cannabis».

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Commenti
 
sedelin 1 anno fa su tio
bel pasticcio! la legge permette, l'esercito,certi comuni, e certi paranoici vietano: ma i giovani che idea si fanno delle nostre autorità dove regna il caos?!
Danny50 1 anno fa su tio
Solito compromesso svizzero. Siamo veramente codardi nel DNA.
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