NEUCHÂTEL
30.10.17 - 12:090

Formazione continua per il 60% della popolazione

NEUCHÂTEL - Nel 2016 il 62% della popolazione residente permanente in Svizzera tra i 15 e i 75 anni ha effettuato almeno una formazione continua. Rispetto alla medesima analisi realizzata nel 2011, si registra una progressione di 4 punti percentuali, indica oggi l'Ufficio federale di statistica (UST).

L'UST ha infatti pubblicato i primi risultati del Microcensimento formazione di base e formazione continua 2016 (MCF 2016). Questa indagine quinquennale rientra nell'ambito del programma di censimento della popolazione svizzera. Complessivamente l'UST ha utilizzato le risposte di 11'926 persone.

Il tasso del 62% si riferisce alla persone che hanno seguito una cosiddetta formazione "non formale", ossia corsi, conferenze, seminari, corsi privati o formazioni sul luogo di lavoro. Nella terminologia adottata a livello internazionale, tale formazione si contrappone a quella formale, che comprende tutte le scuole dalle elementari all'università passando per le formazioni professionali.

Complessivamente il 44% di coloro che hanno compiuto una formazione "non formale" ha potuto approfittare del sostegno del datore di lavoro, un tasso immutato rispetto al 2011 (43%). Lo 0,8% delle spese delle imprese destinate al personale è servito per finanziare la formazione continua.

La partecipazione a tali attività è anzitutto motivata da esigenze professionali: un terzo degli interrogati ha fornito questa spiegazione. Per il 13,1% l'obiettivo era extraprofessionale e per il 15,7% valeva una combinazione dei due fattori (il rimanente 38% non ha compiuto alcuna formazione continua).

Gli ambiti tematici principali delle attività seguite per motivi professionali sono "economia e lavoro" (30%), "scienza e tecnica" (20%) e "sanità" (16%); quelli seguiti per interessi extraprofessionali sono "sport, arte, attività creative" (35%), "lingue" (13%) e "scienza e tecnica" (12%).

Le cifre dell'UST mostrano che l'integrazione sul mercato del lavoro e il livello formativo sono correlati positivamente con la partecipazione a una formazione continua. Mentre il 71% degli attivi compie una tale attività, i tassi sono rispettivamente del 57% per i disoccupati e del 37% per le persone non attive professionalmente.

Mentre l'81% delle persone con un'istruzione universitaria o un diploma di scuola universitaria professionale continuano la formazione, solo il 40% di quelle con un livello di istruzione che non supera la scuola dell'obbligo fa questa scelta.

Analizzando i risultati dal punto di vista dell'età, si nota che la partecipazione alla formazione continua è massima (76%) tra i 25–34enni, maggiore rispetto a quella tra i 15–24enni, che in gran parte stanno ancora assolvendo la formazione di grado secondario II o terziario. Dai 35 anni in poi le persone che si perfezionano sono sempre di meno. Tra quelle di 55–64 anni il tasso di partecipazione alla formazione continua è pari al 57% e cala ancora nettamente tra quelle in età di pensionamento (32%).

Cinque anni fa, presentando il Microcensimento l'UST aveva pure considerato il cosiddetto apprendimento "informale", che raggruppa le attività intraprese a uno scopo didattico esplicito ma che non sono svolte nell'ambito di un rapporto d'insegnamento. Questo tipo di formazione continua può assumere le modalità più diverse, che spaziano dalla lettura di testi specializzati all'apprendimento con amici o colleghi. Il tasso delle persone tra 15 e 75 anni che avevano intrapreso una formazione continua era allora risultato dell'80%.

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