Röstigraben addio?
SVIZZERA
08.11.16 - 05:000

Addio al Röstigraben? «Il futuro è città "contro" campagna»

Secondo un dottorando del Poli di Losanna la divisione fra romandi e svizzero-tedeschi appartiene al passato. Il Paese tende a trasformarsi in un'unica metropoli da Ginevra a San Gallo

LOSANNA - Il "Röstigraben" - il "fossato dei Rösti" che esisterebbe fra romandi e svizzerotedeschi - potrebbe presto appartenere al passato: da Ginevra a San Gallo, la Svizzera tende a trasformarsi in una sola e unica metropoli, afferma un dottorando del Politecnico federale di Losanna (EPFL). Si profila invece, soprattutto nella Svizzera tedesca, una nuova forma di opposizione fra città e campagna.

Ricercatore in urbanistica, Shin Alexandre Koseki si è specializzato nella cartografia delle votazioni federali: ha riunito ed esaminato i risultati delle votazioni federali degli ultimi trent'anni, uno spazio storico le cui dimensioni erano finora inedite, riferisce il Politecnico. Lo studio condotto dal dottorando coinvolge 300 votazioni federali svoltesi nel periodo dal 1981 al 2014.

Gli anni Ottanta erano marcati da una grande frammentazione fra le regioni linguistiche e i cantoni; gli interessi della popolazione a Ginevra erano sostanzialmente diversi da quelli nutriti a Zurigo, constata il dottorando in architettura di origine canadese.

Una mutazione del paesaggio è invece percepibile dagli anni Novanta, con un avvicinamento fra le città svizzerotedesche, un fenomeno che si ripete nella Svizzera romanda fra le città e le campagne. Dagli anni 2000, le popolazioni di tutte queste regioni cominciano ad accordarsi. «Il fattore linguistico tende a scomparire», mettendo fra l'altro in causa la sopravvivenza del "Röstigraben", sottolinea il ricercatore.

Emerge secondo lui una nuova polarizzazione, che oppone da un lato le grandi città, la Svizzera romanda, il Ticino e parte dei Grigioni, mentre dall'altro si trovano le periferie e le campagne della Svizzera tedesca.

Dal 2003 al 2014, le carte sviluppate dal ricercatore in collaborazione con il Laboratorio Chôros mostrano una grande uniformità che va da Ginevra a San Gallo. Una nuova articolazione sociale e politica imputata alla maggiore mobilità e connettività. «La frequenza degli scambi porta a una convergenza delle preferenze culturali, commerciali e anche politiche».

L'asse Ginevra-San Gallo tende a diventare una megalopoli elvetica, un insieme urbano comune con innumerevoli legami fra gli individui, afferma il dottorando, secondo cui un fenomeno analogo è osservato anche in altri Paesi dell'Europa occidentale e nell'America settentrionale. Il ricercatore ne attribuisce la responsabilità ai «processi attuali di globalizzazione».

Sussistono tuttavia le divisioni, quali la storica opposizione fra le città e le campagne, in particolare nella Svizzera tedesca dove le grandi città si oppongono alla loro periferia, alla campagna e alle regioni alpine.

Secondo il ricercatore, la convergenza constatata in occasione delle votazioni federali dovrebbe incitare le grandi città elvetiche a formare un maggior numero di progetti comuni e a meglio difendere i loro interessi.

Shin Alexandre Koseki suggerisce pure di riflettere sulla pertinenza del sistema della doppia maggioranza del popolo e dei cantoni, perché il peso effettivo dei grandi centri urbani non è preso in considerazione nelle votazioni federali.

 

Commenti
 
Antares46 2 anni fa su tio
...noi ticinesi dovremmo iniziare seriamente a pensare ad un "minestronegraben" o anche a un "formagginograben".....!!! Con un buon minestrone con la busecca ed un formaggino o a scelta un buon formaggio delle nostre alpi possiamo sopravvivere tranquillamente. In aggiunta durante le nostre grandi festività una qualche luganiga e un qualche salamino. Per chi si accontenta è cosi, per gli altri che storcono il naso devono solo cambiare aria!!!!
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