Keystone (foto d'archivio)
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BIENNE
20.10.20 - 08:310
Aggiornamento : 12:40

«1’000 spettatori? Sopravvivenza a rischio»

Rabbia Steinegger: «Cosa faremo ora? Non so».

«Il tracciamento dei contatti non sta funzionando ma piuttosto che ammetterlo...».

BIENNE - Disappunto? Sorpresa? Fastidio? No, solo tanta rabbia. I club sportivi bernesi, quelli capaci di attirare migliaia di tifosi almeno, si sono mostrati nerissimi dopo la decisione delle loro autorità cantonali di mettere un tetto di 1’000 spettatori ai grandi eventi. 

Tale scelta ha infatti cancellato con un colpo di spugna mesi di riunioni, lavori, progetti e ha mandato in fumo centinaia di migliaia di franchi. Quelli spesi dalle società per allestire delle misure di sicurezza in grado di tenere il contagio fuori dagli impianti. Che poi, alla fine, questo è successo. Casi di Covid legati agli avvenimenti sportivi non se ne sono infatti registrati…

«Ma hanno comunque fatto questa scelta illogica - è intervenuto Martin Steinegger GM del Bienne - che rende difficilissima la nostra situazione».

La salute pubblica prima di tutto.
«E questo è fuori discussione. La situazione attuale è difficile; non tanto però da giustificare una chiusura tanto netta. Per noi club sportivi che, poi, siamo gli unici ad avere fatto i compiti a casa...».

Rendendo sicuri gli impianti?
«Esatto. Noi il nostro dovere lo abbiamo fatto e i risultati si sono visti. Altri invece hanno dormito… Il tracciamento dei contatti per esempio? Non funziona per nulla. So di persone al di fuori dello sport contattate oltre una settimana dopo il presunto contagio. Ma piuttosto che ammettere queste lacune, per far vedere di essere attive, per fare finta di far qualcosa, le autorità hanno colpito chi invece si è mosso celermente e con logica».

Il limite dei 1’000 spettatori è in qualche modo sostenibile?
«No, per nulla. Già con la riduzione decisa nelle scorse settimane avremmo fatto fatica. Ma saremmo comunque riusciti a chiudere in ordine l’anno. Il nuovo taglio mette invece a rischio la nostra sopravvivenza. Ora giochiamo queste ultime partite prima della sosta della Nazionale e poi vedremo cosa accadrà. Non credo in ogni caso che le autorità possano cambiare idea».

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Commenti
 
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Meiroslnaschebiancarlengua 1 mese fa su tio
Nel canton Berna si faceva poco prima e forse si fa troppo adesso. Però una cosa è certa: negli stadi la disciplina degli spettatori non è da premio Nobel della medicina. Mi dispiace dirlo, ma ben vengano tutte le decisioni che permettono di mantenere il più possibile sotto controllo la propagazione del virus. Ritornando a questa notizia: i club sportivi (comme altre società commerciali) sopravviveranno (anche con aiuti statali) perchè nessuno vuole vederle morire. Però, i morti veri, quelli da COVID-19 non li resuscita nessuno. E ce ne saranno ancora molti. Poi c'è chi dirà, cinico e sghignazzando beceramente, che sono persone anziane a salute fragile. Ma queste persone anziane sono le nonne e i nonni di chi ha la nostra età.
seo56 1 mese fa su tio
Prima la salute poi lo sport. Basta lamentarsi, fosse per me i campionati sarebbero già sospeso da settimane
SSG 1 mese fa su tio
@seo56 sicuramente il tuo datore di lavoro non è un club sportivo! pensa chi ci vive con lo sport e non necessariamente gli sportivi. Tutti senza lavoro? staranno sicuramente bene di salute poi.
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