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UN DISCO PER L'ESTATE
07.08.19 - 07:000
Aggiornamento : 02.09.19 - 18:01

JJ, il 5 aprile e quel suo marchio di fabbrica

Jean-Jacques Aeschlimann ha vestito per ben 14 stagioni il bianconero conquistando due titoli, tra cui quello indimenticabile alla Valascia

LUGANO - Quella sua finta nei rigori è diventata il suo marchio di fabbrica. Sempre la stessa. (Quasi) sempre vincente. E di rigori, Jean-Jacques Aeschlimann ne ha tirati tanti nella sua lunga e onorata carriera durata 23 stagioni, 14 delle quali trascorse sotto le volte della Resega. 

Nato a Bienne nel 1967, Jean-Jacques - per tutti JJ - muove i primi passi nel Seeland. Esordisce in prima squadra nell’annata 1985/86 a soli 18 anni, mostrando subito una maturità e un carisma rari per quell’età. A Bienne, il giovane Jean-Jacques cresce e impara. Carpisce i segreti dai giocatori più scafati tra i quali figura un campione assoluto come Normand Dupont. E nel 1991 firma per il “Grande Lugano”, che però - dopo aver cannibalizzato la LNA con quattro titoli in cinque stagioni (dal 1986 al 1990) - vivrà in quegli anni un periodo di appannamento.

Per alzare al cielo il primo trofeo di campione svizzero (ne vincerà due) Aeschlimann dovrà infatti attendere 9 anni. Un titolo indimenticabile per lui e per tutti i tifosi bianconeri. Vinto in casa dei rivali di sempre. Una serie di finale - in cui la linea di Aeschlimann riuscì spesso ad imbrigliare il duo terribile composto da Petrov e Di Pietro - che ebbe la sua apoteosi il 5 aprile 1999. 

Una gara-5 che è indelebilmente impressa nella memoria di JJ. Lo storico numero 19 bianconero è infatti il primo ad andare ad abbracciare Geoffrey Vauclair dopo il provvisorio 1-0 ed è uno dei primi a saltare in aria dalla gioia per il definitivo 3-1 ottenuto da Fuchs a gabbia sguarnita a 18 secondi dalla fine. Poi fu soltanto gioia. E festeggiamenti irripetibili. JJ e diversi compagni di squadra tornano a Lugano con ancora indosso i pattini. Alla Resega vi è una folla oceanica per festeggiare gli eroi del titolo probabilmente più iconico della storia bianconera. Due colori che il nativo di Bienne - ma ormai luganese d’adozione - porta nel cuore e si è fatto tatuare sulla pelle. Dopo il titolo del 2003, JJ saluta la sua Lugano nel 2005 - dopo 712 partite e 317 punti (138 reti) - per una breve parentesi prima a Friborgo (in A) e poi al Losanna (in B). «Ma certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano» cantava Venditti, e allora Aeschlimann - dopo un apprendistato dietro alla scrivania in Leventina - torna nel 2013 dal suo amore diventandone il direttore amministrativo. Il “vecchio cuore” bianconero. Un marchio di fabbrica come quel rigore.

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Commenti
 
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sergejville 12 mesi fa su tio
grande lavoratore, grande professionista e grande sportivo.
toto2 12 mesi fa su tio
Mitico JJ........ 5 aprile eeeeee una data cheeeee non ti scordi piuuuu bas...o Biancobluuuu....sto ancora godendo....
hcap76 12 mesi fa su tio
@toto2 Hanno già aperto le iscrizioni per la scuola dell'infanzia 2019/20 se t'interessa..
toto2 12 mesi fa su tio
@hcap76 non avevi preso l"ultimo posto disponibile tu.....mamma quanto vi brucia ancora ha ha ha ha e io godoooo
hcap76 12 mesi fa su tio
@toto2 Guarda solo perchè sei tu ti dedico una canzone... "Se mi guardo nello specchio con il tempo che e' passato sono solo un po' piu' ricco, piu' cattivo e piu' invecchiato. E' l'amara confessione di un cantante di successo forse e' l'ultima occasione che ho di essere me stesso Quando ho smesso di studiare per campare di illusioni sono stato il dispiacere di parenti e genitori ero uno di quei figli sognatori adolescenti che non vogliono consigli e rispondono fra i denti..........................." 2 sta per l'età che hai vero? Saluti..
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