Keystone
SWISS LEAGUE/HCAP
10.10.17 - 09:440
Aggiornamento : 12:10

«Un giorno mi piacerebbe diventare un pilastro dell'Ambrì. Rockets? Stiamo pagando l'incostanza»

Misha Moor "naviga" tra i rivieraschi e i leventinesi: «Condivido la pianificazione dell'Ambrì. I miei hobby? Adoro la montagna»

BIASCA - Piedi per terra e tantissima voglia di "mangiare ghiaccio", crescere, maturare e guadagnarsi un posto ad Ambrì. Misha Moor sta dando il 100% per tentare di convincere Luca Cereda e lo staff leventinese ad inserirlo in pianta stabile nel team biancoblù. 

In questo primo scorcio di stagione il giovane talento ha disputato sei partite con i Rockets di Cadieux e una con l'Ambrì (il 15 settembre a Friborgo). L'obiettivo immediato di Moor? Imitare il coetaneo Pinana - inserito con successo proprio quest'anno in prima squadra - per poi un giorno ritagliarsi un posto importante alla Valascia. 

Misha, come commenti il difficile inizio di stagione dei Rockets? 
«Abbiamo cambiato allenatore e il sistema di gioco è un po' diverso. Secondo me il nostro problema è da ricercare nell'incostanza che palesiamo durante una singola partita. Abbiamo visto domenica contro l'EVZ Academy, in certi momenti li abbiamo messi in difficoltà mentre in altri sono stati loro a dettare i ritmi dell'incontro. In queste prime partite stagionali reputo che abbiamo pagato a caro prezzo questa incostanza». 

Non dimentichiamoci che nelle scorse settimane l'EVZ Academy per un pelo non eliminava l'Ambrì dalla Coppa...
«Esattamente. È una squadra molto offensiva. Non va neppure dimenticato che domenica ha schierato anche un certo Holden, un giocatore incredibile con una grandissima esperienza». 

Che effetto ti ha fatto avere di fronte un giocatore divenuto famoso alle nostre latitudini anche per le sue cariche scorrette nei confronti dei suoi avversari?
«L'ho spesso ammirato in televisione e l'ho sempre considerato un elemento molto offensivo ma anche molto duro. Onestamente però sul ghiaccio è tutta un'altra cosa, quando si gioca non sempre si guarda in faccia ai giocatori che hai di fronte...».

Che allenatore è Jan Cadieux?
«Ha le idee molto in chiaro. Il suo modo di fare con noi giocatori è molto simile a quello di Luca Cereda. Mi trovo bene con lui, si è subito integrato perfettamente qui a Biasca e ha capito quelli che sono gli obiettivi».

Veniamo a te. In questo primo scorcio di campionato sei stato schierato praticamente sempre con i Rockets...
«La mia situazione attuale è chiara. Mi alleno con l'Ambrì, ma gioco le partite con i Rockets. Questo sempre che i biancoblù non abbiano bisogno di me. Non è facilissimo a livello mentale fare sempre su e giù. Ora però l'unica cosa di cui ho bisogno è giocare tanto. Ecco perché la soluzione Rockets mi aiuta a crescere...». 

Sei in costante contatto con Cereda?
«Abbiamo avuto dei colloqui individuali ad inizio stagione. Mi hanno subito spiegato che avevo bisogno di giocare tanto, anche alla luce dei tre infortuni seri avuti nelle ultime quattro stagioni. Condivido dunque la loro pianificazione...».

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
«Il sogno lontano, come d'altronde ha ogni giocatore di hockey, è quello un giorno di giocare in NHL. Essendo un po' più realista, invece, punto a guadagnarmi un posto fisso ad Ambrì. Mi piacerebbe diventare un pilastro di questa squadra, visto che sono stato sempre un suo tifoso».

...seguendo magari le orme di Michael Fora?
«Sicuramente, lui è un esempio sia sul ghiaccio che fuori. Ha quel modo di parlare tipico di un leader. Si esprime magari un po' meno degli altri, ma quando lo fa non c'è mai una virgola fuori posto. Sul ghiaccio non molla mai e reputo dunque che la "C" sia ampiamente meritata».

E gli hobby di Misha Moor quali sono?
«Oltre all'hockey amo praticare anche altri sport. E poi ho la passione della montagna che mi ha trasmesso mio papà...».

Oltre all'hockey vai anche a scuola?
«Sto frequentando una scuola sportiva a Losanna. Svolgo delle sessioni primaverili, così che in inverno posso concentrarmi interamente sull'hockey».   

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