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L’OSPITE - ARNO ROSSINI
04.08.21 - 09:540
Aggiornamento : 15:08

Chiasso e Bellinzona, ticinesi all’assalto della Promotion League

Stagione al via: rossoblù e granata sono i grandi favoriti per il successo finale

Arno Rossini: «Chiasso in vantaggio netto grazie al… tempo».

CHIASSO - A pomeriggio inoltrato toccherà al Bellinzona, la sera sarà invece la volta del Chiasso. Dopo chiacchiere e rivoluzioni, conferme e rinascite, sabato le due rappresentanti del nostro cantone cominceranno una delle Promotion League più interessanti che si ricordino. I granata inizieranno la loro avventura affrontando lo Young Boys II, i rossoblù saranno invece padroni di casa con lo Stade Nyonnais; oltre che all’avversario di turno, i sopra e i sottocenerini penseranno però soprattutto ai... rispettivi cugini. A quel che combineranno. Perché sì, così sembra (e si spera): la lotta per il successo finale pare essere una questione tutta ticinese.

«Chiasso e Bellinzona sono in pole position - ha raccontato Arno Rossini - Anzi, dirò di più: sono convinto che alla fine una delle due riuscirà a vincere. Hanno tutto per farlo, per avere la meglio su rivali che non possono o non vogliono salire di categoria». 

Come le varie “Under” delle big di Super League.
«Che non possono ambire alla Challenge League ma possono decidere il campionato. Le seconde squadre non hanno mai una rosa stabile perché spesso, giustamente, forniscono giocatori al club principale. Per questo, a seconda di quando le si affronta, possono essere molto o poco competitive e compatte. È in ogni caso certo che perdere punti contro di loro è sempre, estremamente, pesante».

Ridotta la rosa delle pretendenti, chi davvero può dar fastidio a Bellinzona e Chiasso?
«Le romande o magari il Rapperswil. In questo caso si deve tuttavia tener conto della reale volontà di una società di salire di categoria. La Promotion League è già un bel livello, che dà visibilità e che si può affrontare con budget “gestibili” e strutture non superlative. In Challenge cambia tutto. Per non affondare presto si devono mettere sul piatto i milioni. Non so quanti, in questo momento, siano davvero disposti a farlo».

Allora ecco che, davvero, granata e rossoblù sono i più credibili. Tra i due chi parte avanti?
«Il Chiasso. Ha un vantaggio al momento netto, dato dal tempo più che dalla rosa».

Il tempo?
«Quello che non dovrà sprecare Baldo Raineri per conoscere i ragazzi, imparare a gestirli, disegnare per loro un modulo adatto… Al Riva IV hanno cambiato poco rispetto allo scorso anno e sono strutturati come un club professionistico. Per questo vanno considerati i grandi favoriti. In Challenge i momò hanno faticato molto nella prima parte della stagione. Trovata la quadra, nella seconda metà di campionato sono però riusciti a tenere un buon ritmo, guadagnando punti sulle rivali dirette e sfiorando la salvezza. Ripartiranno dalle certezze trovate in primavera e dalla voglia di riscattarsi immediatamente dalla retrocessione. Parlo dei giocatori ma anche dell’allenatore: Raineri ha l’entusiasmo di un ragazzo e l’esperienza di un mister formato. Al momento è il top, l’uomo giusto al posto giusto».

E il Bellinzona?
«Ha un potenziale maggiore rispetto al Chiasso. Fatto ordine e cancellato il non professionismo visto fino all’anno scorso, Bentancur ha indicato la via giusta. Ha poi portato al Comunale ragazzi interessanti ed elementi espertissimi come Basic, che però andrà valutato in quanto a tenuta fisica e motivazione. Sul mercato, il consulente granata ha poi pochi rivali: dovesse servire, un rinforzo mirato arriverebbe di sicuro».

Non suona male…
«Però, appunto, il tempo gioca contro i granata. La rivoluzione, societaria prima e nello spogliatoio poi, necessita di tempo per essere digerita. E mister Paiva al momento è un’incognita. L’ACB potrebbe pagare pegno, soprattutto nella primissima parte di stagione. E se perdesse tanto terreno poi rischierebbe di non rientrare più». 

Il Chiasso è in pole, ok; sembra però avere un solo colpo in canna. One shot. O la va o la spacca... 
«Non so. Anche lo scorso anno, prima che la retrocessione divenisse ufficiale, si pensava che in caso di fallimento sportivo il club non si sarebbe più rialzato. Invece è ancora qui ed è ambizioso. Di sicuro per molti questa è la grande o l’ultima occasione. Penso proprio a Baldo, ma il discorso vale anche per i giocatori: vincere il campionato potrebbe rappresentare la svolta per la carriera. Il ritorno in Challenge, la visibilità… mancare l’obiettivo potrebbe invece far finire tutto».

Proprio perché appena ripartito, il Bellinzona sembra invece potersi permettere di sbagliare.
«Avrà di certo meno pressione rispetto ai rossoblù. Conoscendo Bentancur e la piazza non so tuttavia quanti accetterebbero a cuor leggero un fallimento. Vero è però che non salire subito non sarebbe un dramma: un ACB che ci riprova nel 2022/23 non è infatti, nel caso, impossibile da immaginare».

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