Keystone
+3
L’OSPITE - ARNO ROSSINI
21.10.20 - 08:000
Aggiornamento : 17:33

Conte testa dura, tra Marotta-Kissinger e la memoria dei cinesi

«Inter grande ma obbligata a vincere. Antonio bravo, ma solo le montagne non si muovono».

Arno Rossini: «I nerazzurri sono strafavoriti in Italia. La Champions? Tutta un’altra storia».

MILANO - Il campionato lo ha cominciato… così, così. Certo, i vari contagiati in rosa non hanno aiutato; i soli sette punti raccolti nelle prime quattro uscite non possono in ogni caso essere considerati un bottino soddisfacente. Questa sera però la storia è diversa, si volta pagina: questa sera c’è la Champions. Nella prima giornata della coppa “dalle grandi orecchie” l'Inter avrà l’opportunità di fare la pace con i tifosi già delusi, convincere gli incerti e zittire i critici. Basterà battere il Borussia Mönchengladbach nella sfida di San Siro. Ok, va bene: i tedeschi non sono l’avversario più abbordabile possibile. La Beneamata di quest’anno ha però le qualità e l’esperienza per giocare da favorita con (quasi) tutti i rivali.

«Ha una rosa di prim’ordine - è intervenuto Arno Rossini - ricca in ogni reparto e più che competitiva. È una grande squadra». 

Una di quelle sulle quali puntare a inizio anno?
«Dipende dalla competizione».

Il campionato?
«È la grande favorita. La Juve, incompleta e guidata da un tecnico che deve crescere, credo affronterà un’annata di transizione. Il Milan ha Ibra, è vero, ma non penso possa “tenere” per 38 giornate. Atalanta, Lazio, Roma… tutte hanno qualità ma anche difetti. Credo che il vero rivale per Handanovic e soci sia il Napoli, che ho visto bello ed equilibrato. Ma in quanto a valore, i partenopei non raggiungono i nerazzurri».

E la Champions?
«Qui il discorso è diverso, è tutta un’altra storia. Oltre alle qualità tecniche dei calciatori servono altri elementi. L’esperienza a livello internazionale, il carattere, la duttilità tecnica… l’Inter qui non vale le migliori. Il gap c’è».

Scudetto e coppa affrontata dignitosamente, anche Marotta ha parlato in questi termini.
«Io li vedo come il minimo sindacale per evitare una rivoluzione».

Vincere per non cambiare? Rischia mister Conte?
«Il discorso non è semplice. L’allenatore è davvero molto bravo ma, fino a ora, in carriera ha mostrato qualche limite. È alla prova del nove».

I limiti del tecnico sono caratteriali o… tecnici?
«Entrambi. Il carattere è il punto di forza del salentino. Lui è un vulcano, un uomo di temperamento capace di far rendere al meglio gruppi poco convinti. Però questa grinta, universalmente nota, è un’arma a doppio taglio. Un vulcano, alla lunga, rischia di… portare a un’esplosione. Già la scorsa estate, con il suo sfogo, con quel broncio, arrivò vicino alla rottura. Ora lo vedo sotto esame».

La proprietà se l’è legata a un dito?
«Sicuro. Con la mediazione di Marotta-Kissinger, i padroni cinesi della società hanno fatto di tutto per accontentare un allenatore che nel primo anno ha fatto benissimo. Ora però si attendono dei risultati. Se non arriveranno, se non ci sarà un titolo a fine anno, allora sarà divorzio. Dico di più, nel caso l’Inter dovesse uscire dalla Champions e trovarsi staccata dalle prime in campionato, un esonero potrebbe arrivare anche prima della fine dell’anno». 

Per quanto riguarda invece i problemi tecnici?
«Non so voi, ma io uno come Eriksen lo farei giocare sempre. Sempre. Non capisco come possa trovare così poco spazio».

Magari il mister semplicemente “non lo vede”.
«Per questo ho dei dubbi. Il danese è un centrocampista moderno, fortissimo, con un’esperienza enorme in Premier e a livello internazionale. Un giocatore del genere farebbe la fortuna di tutti gli allenatori del mondo, Conte incluso. Il problema è che l’allenatore ex Juve, Chelsea, Italia e Atalanta, tra le tante, fatica a cambiare idea e a volte non è troppo propenso a cambiare moduli e soluzioni tattiche. Così facendo rischia però di schierare formazioni molto meno competitive di quelle che la sua rosa permetterebbe. I muscoli di Vidal o altri al posto del cervello di Eriksen? Quello è solo un esempio. Ce ne sono altri. Vedi l’ormai nota difesa a tre».

Non va bene?
«Dà grandi garanzie, ma in Europa non vince. Almeno, io non ricordo nel passato recente squadre che hanno vinto la Champions giocando con quel sistema. Il punto è che un bravo mister dovrebbe studiare le caratteristiche dei suoi uomini e poi, in base a quelle, impostare un modulo di gioco. Il contrario non funziona». 

Essere fermi sulle proprie convinzioni…
«No, solo le montagne non si muovono. Cambiare, evolversi e adattarsi è davvero il segreto del successo. E in questo Conte mi sembra indietro. Ha la testa dura». 

Però in passato ha spesso vinto.
«Giusto, e se vince, un allenatore ha ragione. Se Conte riuscirà a portare a casa un trofeo, allora avrà avuto ragione e meriterà applausi. Ma comunque, secondo me, sta rischiando. Mettiamola così, o farà il botto o prenderà botte...».

CALCIO: Risultati e classifiche

keystone-sda.ch (MATTEO BAZZI)
Guarda tutte le 7 immagini
Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
LR4You 1 mese fa su fb
Conte la senti questa voce: ma vattene a...
Potrebbe interessarti anche
CALCIO
Risultati e classifiche
TOP NEWS Sport
ARGENTINA
3 ore
«Con la palla era Dio, senza era umano»
Il mondo dello sport è in lutto e sotto shock per la scomparsa di Maradona: «Diego è eterno. Ci lascia, ma non se ne va»
ARGENTINA
6 ore
Maradona, le parole che voleva sulla lapide
Ecco ciò che disse l'asso argentino nel corso di un programma televisivo
ARGENTINA
7 ore
Add10 Diego: «Stiamo piangendo per te»
La leggenda del calcio si è spenta a 60 anni. Non si contano i messaggi dedicati al giocatore del secolo
ARGENTINA
8 ore
«Un giorno giocheremo a calcio insieme in cielo» 
La scomparsa dell'ex campione argentino ha scosso il mondo del calcio e non solo.
NATIONS LEAGUE
9 ore
Ucraina sconfitta a tavolino, Svizzera salva
L'Uefa ha stabilito che l'Ucraina è responsabile del mancato svolgimento della partita di Nations League.
MOTOMONDIALE
11 ore
Rossi ha fatto il grande passo
Il pilota italiano ha chiesto la mano alla sua fidanzata Francesca Sofia Novello.
STABIO
15 ore
Il coraggio di Murat Pelit: dalla sedia a rotelle al sogno olimpico
Il ticinese, protagonista alle ultime paralimpiadi di Pyeongchang: «Io in una parola? Felicità».
L’OSPITE - ARNO ROSSINI
19 ore
Milioni, toilette e Rolls Royce: «Guardiola non è il numero uno al mondo»
Arno Rossini e le (difficili) classifiche dei tecnici: «Trovatemene uno "grande" con qualsiasi squadra guidata».
HCL
1 gior
Sportellate vincenti, il Lugano mostra i muscoli
Pesante e convincente successo per i bianconeri, avanti 2-0 contro un buon Ginevra.
FORMULA 1
1 gior
Schumacher cuore d'oro
Alan Permane, attualmente alla Renault, aveva lavorato con il tedesco ai tempi della Benetton
Copyright ©2020 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile