Keystone/archivio
CHALLENGE LEAGUE
06.08.20 - 09:000
Aggiornamento : 17:14

«Adesso c’è delusione, non è andata come volevamo. Per l'anno prossimo l'obiettivo resta la Super League»

Mirko Salvi, portiere delle Cavallette: «Un club come il GC, insieme ai suoi grandi fans, non può restare a lungo in B»

ZURIGO - Terzo ed escluso anche dal barrage, il GC ha visto sfumare le speranze di un’immediata promozione, dopo che nel maggio 2019 aveva lasciato la massima serie dopo 68 campionati consecutivi nell’élite del calcio svizzero, conditi da ben 27 titoli e 19 coppe.

Se fino a metà luglio le Cavallette flirtavano con il primo posto, nell’ultima fetta di questa pazza stagione - dove dalla ripresa post Covid si sono giocati 13 match in 45 giorni - gli zurighesi hanno pagato le fatiche chiudendo alle spalle di Losanna (promosso) e Vaduz, destinato allo spareggio col Thun.

«Ovviamente adesso c’è delusione, non è andata come volevamo e abbiamo mancato il nostro grande obiettivo - interviene il portiere 26enne Mirko Salvi - La speranza era di centrare almeno lo spareggio e cercare di salire in Super League: una società come il GC non può restare a lungo in B. Ora però si sta già pensando alla prossima stagione, che in fondo partirà tra un mese».

Nelle ultime 6 partite avete raccolto solo 5 punti, chiudendo a -3 dal Vaduz. Cosa vi è mancato nel momento clou?
«Non abbiamo mollato, ma penso che alla fine non c’erano più le risorse fisiche: eravamo un po’ svuotati. Anche il caso di Covid in squadra, con Rustemoski positivo e il conseguente rinvio del match col Wil (doveva essere la 30esima giornata, ndr) non ci ha aiutati. Quella partita l’abbiamo infine recuperata e persa il 27 luglio, con un calendario finale già molto fitto. Va anche detto che essere il Grasshopper non ci ha “aiutati”. Mi spiego: le squadre che ci affrontavano, anche negli ultimissimi turni, lo facevano sempre con rispetto ma anche enormi motivazioni. Questo per mettersi giustamente in evidenza contro un club di grande tradizione, un po’ come in una partita di Coppa Svizzera».

Anche la gara di Losanna, persa 1-0 il 17 luglio quando eravate vicinissimi alla vetta, ha fatto un po’ da spartiacque. 
«Sì, è stato un peccato non sfruttare quella occasione. Se avessimo vinto quella partita, dove ci siamo creati tante ottime opportunità, immagino che il finale sarebbe stato differente. Così va il calcio…».

Va però detto che nonostante il blasone e le qualità, risalire in un batter d’occhio non è mai facile. Un esempio viene proprio dal Losanna, promosso quest’anno ma costretto al terzo posto nel 2018/19.
«Esattamente, lo scorso anno avevano fatto proprio come noi. Se ora mi dite che faremo lo stesso percorso, con la promozione diretta il prossimo anno… per me va benissimo (ride, ndr). Bisogna anche considerare che in squadra c’erano tanti elementi nuovi e parecchi giovani: ci si è dovuti amalgamare e gettare le basi. Adesso non so i piani della società a livello di rosa e possibili cambiamenti, ma quando si è al GC si vuole vincere. Il chiaro obiettivo resta la Super e noi, come giocatori e staff, di certo non molliamo. Un club come il GC, insieme ai suoi tifosi sempre eccezionali, merita la massima serie».

Ultime battute sullo spareggio Thun-Vaduz. Come lo vedi?
«Il Vaduz è una squadra matura e molto forte sulle palle ferma, ha diversi giocatori d’esperienza. Il Thun però è abituato a giocarsi partite decisive e nel girone di ritorno ha fatto benissimo. Non meritava di essere al barrage. È una compagine tosta e adesso hanno anche Munsy in grande forma: penso che il Thun resterà in Super League».

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keystone-sda.ch (ALEXANDRA WEY)
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