Keystone (foto d'archivio)
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L’OSPITE - ARNO ROSSINI
08.07.20 - 08:000
Aggiornamento : 16:30

«Mourinho è ancora lo Special One»

Il Tottenham sta faticando, il portoghese ha perso il tocco?

Arno Rossini: «Ha preso il pacchetto preconfezionato. Vedrete l’anno prossimo dopo il mercato. Davanti a lui, via il cappello».

LONDRA - L’ultima vittoria, quella colta contro l’Everton dell’amico-nemico Carletto Ancelotti, ha fatto respirare e sorridere José Mourinho. L’ultima vittoria non ha tuttavia cancellato le difficoltà incontrate in questi mesi al timone del Tottenham. Nella sua quarta vita inglese, dopo la doppietta al Chelsea e l’avventura allo United, lo Special One sta infatti faticando più del previsto. Comanda una squadra talentuosa - anche se con più di una lacuna - ma che non riesce proprio a lasciare il segno con continuità e che, salvo improbabilissime sorprese, non si qualificherà per la prossima campagna europea.

È come se il portoghese avesse perso il suo tocco magico…

«No, no, vi sbagliate, Mourinho è sempre Mourinho - ci ha interrotti Arno Rossini - Davanti a lui ci si deve togliere il cappello. È solo che questo campionato è particolare, difficile». 

Possiamo, dunque, ancora chiamarlo Special One?
«Certo. È sempre lo Special One. Non è semplice per nessuno subentrare a stagione in corso e lasciare immediatamente il segno».

Ancelotti, all’Everton, lo ha fatto.
«Carlo ha levato dai guai una squadra che prima correva per salvarsi. Far crescere una big come il Tottenham è però più complicato. Mourinho ha preso il pacchetto preconfezionato, gli ci vorrà tempo per modellarlo a suo piacimento. E guadagnare competitività. Diciamo due-tre anni».

Solitamente il terzo anno del portoghese è turbolento. Il suo carattere, la pressione alla quale sottopone i giocatori…
«Vero. Quindi la stagione cruciale è la prossima. José è uno che ottiene molto ma pretende anche tantissimo. E questo, alla lunga, rende difficili i rapporti con parte dello spogliatoio. Non si può in ogni caso non considerarlo un vincente». 

Ancora?
«Anche per il futuro, sicuro. Questa stagione è andata. Attendo con curiosità il mercato, che sicuramente i londinesi affronteranno da protagonisti. Gli innesti scelti dal mister renderanno sicuramente molto più forte e completo il gruppo. Pronto a raccogliere trofei».

La Premier?
«Il Tottenham sarà tra le favorite del prossimo anno».

Nonostante José non faccia giocare bene le sue squadre?
«Ha una sua filosofia, ma ultimamente si è anche attorniato da uno staff di primissimo livello. Poi, ne sono certo, gli ultimi mesi li ha trascorsi studiando calcio, soluzioni, sviluppando idee. Le sue squadre sono sempre efficaci».

Questo però spesso in Europa non basta. La Champions 2021/22…
«Quando hai Mourinho in panca parti sempre per vincere. Ha un curriculum e un’esperienza che lo rendono un condottiero perfetto, l’uomo che un gruppo segue a occhi chiusi. Importante è che il tecnico sia supportato dalla società, altrimenti diventa complicato».

Come successe nei suoi “primi anni” nelle varie esperienze o, in generale, all’Inter.
«L’anno del Triplete, nel 2010, Eto’o giocò praticamente terzino. Non ti puoi permettere soluzioni del genere se non hai il club dalla tua parte».

E il Tottenham idolatra il suo condottiero.
«Uno che si spende tantissimo per la sua società. Mourinho l’ho visto bello carico, ha tanta grinta. Avesse già un po’ mollato, avesse deciso di vivere sugli allori, al posto degli Spurs avrebbe probabilmente scelto un club ricco ma di seconda fascia. O una Nazionale».

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