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29.11.19 - 13:450
Aggiornamento : 21:55

Mihajlovic in lacrime: «Non perdete la voglia di vivere, non mi sono mai sentito un eroe»

Il tecnico del Bologna, che sta combattendo contro la leucemia, ha aggiornato tutti sul suo stato di salute. Simpatico siparietto con Dzemaili...

BOLOGNA (Italia) - Impossibile scordare quel 13 luglio, data in cui Sinisa Mihajlovic si era ritrovato a parlare con la stampa non di schemi tattici, di mercato o in generale di calcio, bensì della leucemia che lo aveva colpito. Da quella data il guerriero si è ritrovato a dover disputare la partita più difficile della sua vita...

Oggi - a oltre quattro mesi di distanza - l'allenatore del Bologna è tornato a parlare con lo scopo di aggiornare quelle persone che in queste settimane sono state in ansia per lui. Insieme a lui c'era anche l'équipe medica che lo ha seguito. Presente anche la squadra, che ha voluto fare una sorpresa all'allenatore...

«Sono stati quattro mesi e mezzo tosti - le parole di Sinisa - Ero rinchiuso in una stanza d'ospedale tutto solo con aria e acqua filtrata. Volevo prendere una boccata d'aria fresca ma non potevo. Non mi sono mai sentito un eroe, solo un uomo forte con carattere, ma sempre un uomo con tutte le sue fragilità. Queste malattie non si vincono solo col coraggio, servono le cure e io ero nel posto giusto. Voglio dire a tutti quelli che sono gravemente malati: non si sentano meno forti se non affrontano la malattia come ho fatto io, non ci deve essere vergogna o paura o disperazione. Ma non perdete la voglia di vivere. Questa è una malattia bastarda, ci vuole pazienza: serve concentrarsi su obiettivi piccoli e giornalieri, non andare troppo in là con la mente. La cosa positiva è che, al netto delle complicazioni, conta che guarisci. Mi piacerebbe conoscere il donatore di midollo, ma non posso. Farò una lettera e cercheremo di fargliela avere».

Poi la commozione quando ha parlato della sua famiglia... «Il ringraziamento più particolare va a mia moglie e ai miei figli. Mia moglie è stata tutti i giorni con me, mi ha dimostrato di essere fortunato anche se lo sapevo già: forse è l'unica persona che ha più palle di me. La amo. I miei figli sono la mia vita, quando c'era da trovare un donatore hanno accettato subito di fare l'esame: una grande dimostrazione d'amore verso di me, non è scontato. Grazie anche a mio fratello e a mia madre».

Queste invece le parole del medico Michele Cavo, primario dell'Ematologia del policlinico Sant'Orsola di Bologna che ha seguito Mihajlovic: «Le lacrime fanno bene, puliscono lo spirito. Abbiamo cercato di affrontare questo percorso mettendo in campo il meglio del nostro sapere e della nostra professionalità. Ogni giorno il nostro team cerca di offrire ai malati il meglio delle nostre capacità. Se ha aiutato il fatto che Sinisa sia così famoso? Non è stato pesante, il pregio è stato che è uscito allo scoperto accendendo i riflettori su una malattia che va conosciuta».

Infine un siparietto tra lo stesso Mihajlovic e Dzemaili. Queste le parole dello svizzero: «Dire che ci sei mancato è poco, siamo davvero felici che tu sia tornato con noi e volevamo farti questa sorpresa anche se sappiamo che ora non sei contentissimo per le nostre prestazioni... promettiamo di migliorare. Grazie per essere tornato». Questa la risposta del tecnico... «Ma non dovevate essere in campo? Mi fanno sempre le sorprese... Fanno di tutto per non allenarsi (ride, ndr)».

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