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L'OSPITE - ARNO ROSSINI
16.01.19 - 11:300
Aggiornamento : 21:48

Super Lugano con bomber Armando, ora Celestini si gioca il futuro

Con l'ingaggio di Sadiku il valore delle azioni dei bianconeri è decollato. Salvezza? Non basta. Arno Rossini: «Una seconda parte di campionato modesta potrebbe anche costare il posto al mister»

LUGANO - Per la terza volta in carriera, dopo le parentesi del 2012-2014 e del 2017, Armando Sadiku vestirà la maglia bianconera. Nella prima occasione, in un anno e mezzo di Challenge League, mise a segno 26 reti in 44 partite. Nella seconda contribuì, con 9 gol in 16 match, alla cavalcata che vide il Lugano arrivare terzo.

Il suo arrivo è una buona notizia? No, è ottima.

«Mettendo Sadiku al centro dell'attacco il Lugano ha davvero fatto il salto di qualità - ha sottolineato Arno Rossini - Le caratteristiche di Armando le conosciamo tutti. Con lui in rosa i bianconeri sono istantaneamente diventati molto più completi. Faccio fatica, Young Boys a parte, a vedere un gruppo altrettanto forte in Super League».

Con la punta albanese la salvezza dovrebbe arrivare senza problemi.
«Salvezza? Basta parlarne. Ora il Lugano ha la possibilità di scalare velocemente la classifica».

Due anni fa l'arrivo di Sadiku coincise con un'accelerata improvvisa. In panca c'era Tramezzani e la squadra passò, nella seconda parte di campionato, dalla coda al terzo posto della graduatoria. Lecito attendersi qualcosa del genere pure nei prossimi mesi?
«Quella rimonta fu prepotente. Forse oggi qualcosa del genere non si riuscirebbe più a fare. Credo in ogni caso che i bianconeri abbiano la possibilità di fare davvero molti punti e di salire fino al quarto-quinto posto della classifica. Non dimenticate, poi, che c'è ancora la Coppa Svizzera: lì tutto è aperto».

Partendo dalla difesa e "salendo", citiamo solo alcuni di quelli che hanno un contratto fino al 2020: Daprelà, Sulmoni, Maric, Mihajlovic, Covilo, Crnigoj e Bottani. Altri, vedi Masciangelo, Fazliu e Junior, hanno accordi più lunghi. Sabbatini e Piccinocchi stanno trattando il rinnovo... Il Lugano pare proiettato nel futuro.
«Esatto. Se trattenessero anche Sadiku - e salvo partenze davanti a offerte irrinunciabili - per almeno una-due stagioni i bianconeri sarebbero incredibilmente competitivi. Non dico che potrebbero correre per vincere il campionato, ma di certo avrebbero le carte in regola per lottare stabilmente per le posizioni a ridosso della prima. La società sta facendo un grande lavoro».

Tre dubbi. Il primo: Marc Janko.
«Ora è facile criticarlo. Su queste colonne ci siamo però, fin dall'inizio, mostrati scettici riguardo al suo ingaggio. Un giocatore non giovane, con un fisico che richiede enorme lavoro, è subito sembrato un acquisto poco sensato. Un azzardo enorme. Purtroppo per il Lugano i dubbi sono stati confermati. Credo che l'operazione completata con l'austriaco, che a questo punto penso smetterà, sia una delle peggiori fatte dalla società bianconera. I soldi e il tempo investiti e lo spazio concessogli sarebbero potuti andare a favore di un giovane rampante».

Il secondo: il portiere.
«Puntano su Baumann. Lasciatemi essere perplesso».

Il 22enne ha qualità.
«Non lo metto in dubbio. Però la "carta" non basta. Come il curriculum di Janko. Conta quel che si dimostra sul campo. Ed è lì che Noam dovrà far vedere di meritare il posto. Il club sta rischiando parecchio: la possibilità di giocare bene, magari segnare tanto, e poi perdere punti a causa dell'estremo difensore è alta. Baumann, comunque, ha questi mesi per convincere tutti di essere affidabile».

Altrimenti è giusto cercare un uomo esperto?
«Con un portiere molto forte e l'ossatura già citata, il Lugano del prossimo futuro potrebbe essere molto, molto, ambizioso. Ovviamente si deve sperare che Noam si confermi. Altrimenti ricorrere al mercato sarà inevitabile. Il problema è che ingaggiare un portiere di alto livello, con esperienza e in grado di dare certezze, non è facile né sicuramente economico. Se Puggioni, che ha 37 anni, guadagna 350'000 euro netti a stagione nella Serie B italiana...».

Terzo e ultimo dubbio: Celestini.
«Ha avuto il tempo per conoscere l'ambiente e lavorare. Con Sadiku avrà ora a disposizione una rosa di altissimo livello, adatta al suo credo calcistico. Questo però significa che è giusto attendersi dei risultati. Una seconda parte di campionato modesta, magari con una salvezza ottenuta per il rotto della cuffia, potrebbe anche costargli il posto. Come Baumann, nei prossimi mesi Celestini sarà sotto esame. Si gioca molto, si gioca il futuro».

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