LOCARNO
11.08.19 - 12:000

Le peripezie di una sindaca di periferia

Merveilles à Montfermeil, in concorso nei Cineasti del presente al Locarno film festival, è una commedia che si nutre di relazioni e fantapolitica.

LOCARNO - Madame Joly è la nuova sindaca di Montfermeil. Mentre le meraviglie del suo programma si concretizzano, Jöelle e Kamel, membri della sua squadra, si scontrano e gli intrighi si moltiplicano. Merveilles à Montfermeilles di Jeanne Balibar (regista, attrice e cantante) - premiata nel 2018 con il César per la migliore attrice nel ruolo della splendida cantante francese Barbara - è un film sicuramente divertente, a tratti sarcastico. “Una commedia musicale - precisa la realizzatrice - le cui canzoni sono lingue e linguaggi diversi. Un film con una miscela di teatralità come in alcune commedie di Shakespeare, dove ci si trova in un ambiente immaginario, fantastico, e poi il mondo si frantuma”.

Dopo una lunga separazione, Joëlle (intepretata da Jeanne Balibar) e Kamel (Ramzy Bedia) finalmente divorziano, ma entrambi fanno parte del personale di Emmanuelle Joly la neoeletta sindaca di Montfermeil, una città svantaggiata alla periferia di Parigi. L'équipe della sindaca si mette al lavoro per realizzare le meraviglie promesse durante la campagna: penichella per tutti, coltivazioni sui tetti, assistenza sessuale in casa, armonizzazione del respiro umano, Scuola Internazionale di lingue di Montfermeil, e così via. Ma nemici “pericolosi” sabotano risolutamente queste belle politiche, mentre Parigi ne pianifica l'espansione e la sindaca - interpretata dalla famosa attrice francese Emmanuelle Béart - scivola lentamente nella depressione. 

Jeanne Balibar, che recita anche nel film che dirige, ha voluto mettere in scena la commedia del matrimonio, “un classico sottogenere hollywoodiano – precisa nel dossier stampa del film – che utilizza sapientemente i rapporti tra coniugi per approfondire questioni serie. Mi piace l’idea dei due amanti che si riconciliano attraverso la loro visione del mondo così come è o come potrebbe essere”.
Insomma in salsa politico-romantica, riconciliazioni, nuovi inizi e ripartenze trovano ampio spazio in mezzo ad un’agenda politica definita, ironica ma benevola. L’ascesa al potere esecutivo di una nuova squadra di politici è piena di buone intenzioni, ma viene travolta da un crescente disordine. Così il proprio spazio sicuro da un mondo pieno di incognite e follie, vacilla ineluttabilmente.
“Credo tanto nel potere della satira, quanto in quello dei film per aiutarci a cambiare il mondo. In questo lungometraggio ho voluto raccontare come e quanto tutti noi riusciamo ad essere liberi insieme – commenta Balibar – più che chiedermi come potrebbero agire liberali o conservatori per uscire da determinate situazioni”. E il suo messaggio politico in senso stretto punta dritto all’idea di collaborazione come antitesi alla competizione, alla concorrenza e ai colpi bassi, spesso tipici di schemi maschili: “E’ molto più facile fare le cose insieme. Ed è pure più gioioso di quanto si possa immaginare. La gioia è qualcosa di cui tutti abbiamo un grande bisogno. Prima di tutto – sottolinea Bailbar - per contrastare i discorsi di odio che permeano tutto ciò che viene sprigionato ogni giorno”. E la realtà lo conferma, purtroppo, ogni giorno che passa. Anche tutto intorno a noi.

Bizzarro, ben recitato, spinto da una colonna sonora debordante di energia, ritmato con momenti surreali a tratti esilaranti, l’opera di Jeanne Balibar è senza dubbio gustosa, capace di una sottile critica sia sul piano delle dinamiche politiche, sia delle relazioni interpersonali.
E così vita quotidiana e vita politica si preparano per un altro giro di danza.
Merveilles à Montfermeil, Concorso cineasti del presente, domenica 11 agosto, 14.30, Palacinema 1 – lunedì 12 agosto, 15.30, L’altra sala – martedì 13 agosto,
09.00, Palacinema 2

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