Lisa Pantini e Raffaello Martini
LUGANO
11.03.21 - 14:320

Comunicazione e aggregatori giovanili

Lisa Pantini, Candidata PLR al Consiglio comunale Lugano, lista nr 2, candidata nr 40

E Raffaello Martini, Candidato PLR al Consiglio comunale Lugano, lista nr 2, candidato nr 34

LUGANO - Noi, figli di genitori appartenenti alla “silent generation” (nati fra il 1928 e il 1945) e/o dei baby boomers (nati dal 1946 al 1964 circa), essendo noi stessi baby boomer o rappresentanti della generazione X e dei Millenials (risp. 1965-1980 e 1981-1996, indicativamente), abituati a parlare, interagire e comunicare in un certo modo, dobbiamo riconvertirci al “nuovo mondo” della generazione Z (1997-2009) e della nuovissima generazione “alpha”. A quest’ultima appartengono i nati dal 2010. È la prima generazione nata già connessa al web.

Bisogna studiare e capire sempre più i giovani, perché nel 2020 i primi millennial compiranno 40 anni, mentre la generazione Z sta diventando maggiorenne. E la generation Alpha ha già in sé la forma del nostro futuro.

Alcuni anni fa l’Ufficio di Statistica Cantonale (USTAT) pubblicò un documento chiamato “Scenari demografici per il Cantone Ticino e le sue regioni, 2016-2040” che conteneva riflessioni sull’evoluzione sulla struttura della popolazione nel nostro Cantone. Fa pensare il fatto che la popolazione ticinese invecchierà e attorno al 2035 la generazione del baby-boom si ritroverà nella fascia degli ultrasessantacinquenni. Essi saranno quindi già in pensione, oppure potranno continuare a lavorare secondo i nuovi modelli di lavoro che si stanno delineando in questi anni, spinti soprattutto dalla grande evoluzione tecnologica innescatasi nell’ultimo periodo.

Questa diversificazione generazionale ci porta a ponderare meglio la comunicazione verso i giovani e ci permette di impegnarci nel cercare modi diversi e innovativi di proporci a loro, così come di trovare attività conosciute e frequentate da proporre loro con rinnovate modalità. Spesso infatti occorre solo profilare meglio la comunicazione verso un gruppo target per comprenderne i bisogni e riadattare, calibrandoli, i messaggi e le attività proposte.

È questo il caso dei ragazzi e delle ragazze delle generazioni Z e alpha illustrate prima. Oltre ad un lavoro concertato per stare al passo con i tempi e veicolare spunti adeguati ai loro bisogni, è giusto proporre loro momenti, luoghi e spazi d’aggregazione consoni alla società attuale. In un recente articolo Lisa Pantini rifletteva già sul numero di associazioni e gruppi presenti sul territorio di Lugano (cfr. “L’unione fa la forza”, LaRegione online, 26.2.2021) e sulle molteplici opportunità di interconnessioni fra le associazioni stesse e le attività della Città.

L’apertura dei giovani e il loro maggior coinvolgimento in questo sistema associazionistico potrebbe rappresentare un aggregatore sociale non indifferente: da un lato andando a far partecipare i giovani alla vita pubblica, alimentando, rinvigorendo e ringiovanendo con nuove dinamiche il sistema di milizia; dall’altro arricchendo già vasto e poliedrico panorama di enti, gruppi e associazioni, creandone un luogo dove essi possano ritrovarsi e rinfrancarsi.

L’ascolto attivo resta una componente indispensabile di quest’esercizio.

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