CANTONE
17.04.15 - 12:000

Giovani e lavoro: costruire il futuro tra progetti e incertezza

Elio Del Biaggio, Ingegnere e consulente, Candidato PLR al Gran Consiglio, Candidato 74 Lista 2

La “peste” di questo terzo millennio è sicuramente l’incertezza del lavoro, con problemi che si sono fatti vieppiù complicati e sfide sempre più impegnative per cercare di risolverli. Un’incertezza che non sempre aiuta nel guardare fiduciosi al futuro e che rende spesso difficile costruire e sviluppare la propria sicurezza, professionale, famigliare e di riflesso anche civile. Un’incertezza dovuta alla crisi in cui si trova l’economia globale - e, come conseguenza, anche la nostra e quella del nostro territorio - amplificatasi anche da fenomeni che stanno sfuggendo di mano - soprattutto alla politica - e legati al nostro mercato del lavoro regionale.

Tante trasformazioni repentine e fenomeni complessi - spesso inspiegabili – che contraddistinguono la società in cui viviamo e che ci “catapultano” in un contesto di incertezza, mai sperimentato dalle generazioni precedenti.

La mancanza di adeguate politiche di sostegno all’autonomia dei giovani e di inserimento solido nel mercato del lavoro hanno, poi, ricadute negative nella formazione dei propri progetti di vita, minando di conseguenza le basi del futuro del Paese. Abbiamo necessità di dare risposte formative adeguate ai più giovani, di reinserire professionalmente i meno giovani, di ristrutturare mentalità e società riportandole a dimensioni più umane, di ritornare a offrire e garantire certezze, futuro e soprattutto dignità, in un mondo dove in fondo vien da chiedersi: “lavoriamo per vivere o viviamo per lavorare?”. Se nel passato il lavoro era sicuro e stabile, oggi è invece assai incerto, meno ben pagato e più precario, con sempre più pesanti effetti sociali e persino conseguenze sulla nostra stabilità democratica. Occorre quindi lottare e battersi per scongiurare questa deriva, per creare e mantenere un senso di sicurezza. Per dare impulso alla crescita serve infatti fiducia: ne hanno bisogno tanto gli investitori quanto i lavoratori, e un mercato del lavoro dinamico non può significare mercato incerto, così come non può tradursi in dumping sociale e salariale.

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